Operazione Labirinto. Chi è Gabriele Tarantino, “il finanziere” sfuggito alla cattura

‘Il finanziere’ Gabriele Tarantino è irreperibile da quando è scattata l’operazione che ha permesso di smantellare due gruppi criminali vicini al clan Tornese, capitanati da Saulle Politi e Vincenzo Rizzo che ne avevano raccolto l’eredità.

Era conosciuto come “il finanziere”, Gabriele Tarantino, il 39enne domiciliato a Monteroni di Lecce finito tra le carte dell’inchiesta «Labirinto» con l’accusa di aver ricoperto uno dei ruoli chiave nel sodalizio capitanato da Saulle Politi e Vincenzo Rizzo, contestato – come si legge in un passo dell’ordinanza firmata dal Giudice per le indagini preliminari, Antonia Martalò – proprio per aver fatto entrare nella “società” (così era stata definita l’organizzazione mafiosa ndr), un esponente delle forze dell’Ordine.

È irreperibile dall’alba di ieri, quando è scattata l’imponente operazione messa a segno dai carabinieri del Ros, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Manca solo il suo nome nell’elenco dei 33 indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso. 

Luogotenente di Politi, il 39enne aveva il compito di tenere i contatti tra il capo clan e gli altri associati, ma anche di ‘controllare’ il suo settore di riferimento, quello degli stupefacenti. Si occupava, insieme a Rodolfo Franco (a cui era stata lasciata ‘carta bianca’ da Vincenzo Rizzo), delle fasi organizzative ed esecutive degli approvvigionamenti e della distribuzioni, aiutati dai ‘sottoposti’ Danese, Rizzo e Quarta.

In una conversazione del 15 febbraio 2016, Fabio Rizzo parlando con Rodolfo Franco dell’attività di vendita di stupefacenti condotta da Tarantino proferiva testualmente queste parole per illustrare le ‘potenzialità’ del finanziere, ammettendo di non poter fare a meno delle forniture il 39enne che riusciva ad effettuare: «Gabriele mi serve, almeno per il momento, mi debe dare un poco di soldi. Lo so che ti da fastidio, pure a me (incomprensibile). Rodolfo io devo fare in modo che non devo perdere quella strada, perché ci serve, ma questo sai che significa? Dai 50 chili di roba, a tanto 60-70 ne abbiamo scaricato ogni volta, non ce lo possiamo permettere. Ecco perché mi devo andare a “soggettare” (espressione dialettale) a Gabriele…».



In questo articolo: