Perseguita un sacerdote con pedinamenti e comportamenti ossessivi? Una parrocchiana a processo con l’abbreviato

I fatti si sarebbero verificati tra  il 2022 e il 2025. L’imputata risponde dell’accusa di stalking. il prete si è costituito parte civile.  

Sceglie il rito abbreviato, la parrocchiana accusata di avere perseguitato un prete, per tre anni, attraverso pedinamenti e comportamenti ossessivi.

L’imputata, una 52enne, residente in un comune salentino, tra Gallipoli e Casarano, attraverso il proprio legale, l’avvocato Biagio Palamà, aveva presentato l’istanza di abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo in caso di condanna) condizionato all’esame dell’imputata, che è stato ammesso oggi dal gup Angelo Zizzari.

La discussione del processo con rito alternativo è prevista per il 9 marzo dopo l’ascolto della parrocchiana. Intanto, il prete si è costituito parte civile con l’avvocato Roberto De Mitri Aymone.

L’imputata era stata raggiunta dal decreto di giudizio immediato del gip Giulia Proto, ma ha scelto, come detto, di essere giudicata con l’abbreviato. La 52enne, nell’agosto scorso, fu attinta, inoltre, dal divieto di avvicinamento al prete, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

I fatti si sarebbero verificati tra  il 2022 e il 2025. Nel settembre di quattro anni fa, in base all’ipotesi accusatoria, la donna comincia a seguire le messe in prima fila, cercando il “contatto fisico” con il sacerdote, durante la comunione. Inoltre, iniziano i pedinamenti e si apposta nel parco dove l’uomo va a camminare al mattino. Non solo, lo segue in occasione dei momenti di svago e di incontri privati. La situazione ben presto finisce per degenerare e una sera di dicembre del 2024, la parrocchiana segue il sacerdote, mentre va a cena da un amico e cerca di investirlo con l’auto. E successivamente, gli si avvicina, agitando un rosario e urlando maledizioni verso di lui. A quel punto, il sacerdote decide di chiudersi a chiave nel proprio studio e di farsi accompagnare da amici fidati negli spostamenti. E ancora, evita di tornare a casa dai propri famigliari per paura di essere seguito.

Il 20 marzo del 2025, la donna riceve l’atto di ammonimento del questore, ma nonostante ciò, continua a perseguitare il prete. Meno di un mese dopo, il 13 aprile scorso, giorno della Domenica delle Palme, si sarebbe avvicinata nuovamente al sacerdote sul sagrato della chiesa, cercando di raggiungerlo in mezzo alla folla. E ancora, tre mesi dopo, nella marina del Comune dove il parroco presta servizio di volontariato, insulta i presenti e attribuisce al prete comportamenti mai avuti. Infine, pronuncia, davanti a tutti, frasi del tipo: “Perché mi guardi e ridi? Non mi guardare, io non ti conosco”.