La Puglia dice addio a Forza Italia e ignora i proclami di Berlusconi

Se Fitto ha deluso, Forza Italia ha fatto molto peggio. In Puglia serve una successione immediata allo spazio libero lasciato dal vecchio Centrodestra ormai estinto.

Gli avvoltoi non ci sono mai piaciuti e, diciamolo subito, su queste colonne non c’è posto per i mangiatori di carogne, ma gli odori mefitici che provengono dai resti del Centrodestra non possono lasciare indifferenti.

Avvertiamo il dovere di rilevare innanzitutto la pochezza delle idee che sono state messe in campo da quella che una volta (ma parliamo di un tempo remoto), poteva definirsi una forza di Governo e che oggi assomiglia a una squadretta consunta dalle fatalità del vivere civile.

Forza Italia esce di scena, smette di atteggiarsi a partito politico di riferimento e vengono meno all’improvviso le tentazioni esagerate di chi invitava al voto per i grandi partiti. Certamente, i numeri lo certificano, il movimento berlusconiano non è più un grande partito.

Nelle urne si è disfatto il condensato di movimentismo, pubblicità, marketing, e logiche d’azienda che hanno animato il percorso più o meno esaltante di questi anni.

Onore a chi si è battuto, forse ancora inconsapevole dell’inesorabile ora che sovrastava l’ormai impronunciabile grido di incitazione sportiva della nazionale di calcio. D’un tratto viene restituita alla sua giusta dimensione. Il grido di battaglia non scuote più, non spaventa il nemico, non scalda i cuori.

Oggi Forza Italia viaggia alla velocità di una pietra che rotola giù dal precipizio verso la sua meritata destinazione, lì dove i cittadini, maldisposti o irriverenti, l’hanno spedita, dopo un’esistenza lunga e non sempre brillante per vitalità democratica.

Ciao ciao, la Storia ha bisogno di condannare il passato che non profuma più di bei ricordi e di elaborare un lutto non ancora del tutto superato dagli elettori di centrodestra.

Ai candidati che hanno difeso gli avamposti malandati di un’idea in frantumi va l’onore delle armi e il giudizio benevolo verso tutti coloro che ci hanno creduto, ma adesso deve cominciare un’altra avventura con personaggi diversi e nuovi. Per dovere morale e ragionevolezza civica.



In questo articolo: