Eugenio Finardi chiama, i Negramaro rispondono. «Solo per te» nel cd per la Sardegna

‘Arcu ‘e Chelu’. Questo il titolo scelto per il doppio disco che 33 artisti italiani hanno preparato per sostenere l’isola Sarda duramente colpita dalla recente alluvione. Anche i Negramaro hanno risposto all’appello con il brano ‘Solo per te’.

Trentatré tra artisti e gruppi italiani. 29 brani in totale ceduti «a titolo gratuito», un doppio cd che sarà disponibile anche in digitale dal 17 dicembre, un mix di generi musicali diversi: dal jazz al pop, dalla canzone d'autore italiana al sound etnico, dalla musica popolare a quella contemporanea ed un fine: aiutare la Sardegna colpita dalla recente alluvione. Il cantautore milanese, Eugenio Finardi, ha chiamato a raccolta musicisti, band, compositori e cantautori per dar vita ad «Arcu 'e Chelu» una compilation i cui proventi saranno devoluti in beneficenza alla Croce Bianca di Olbia e serviranno per l'acquisto del materiale didattico e attrezzature che consentiranno di far tornare alla normalità le due scuole materne e primarie di Santa Maria e Putzolu.
Non è la prima volta che il mondo della musica unisce le proprie forze per dare vita ad un gesto di enorme solidarietà. Un appello a cui hanno aderito in tanti tra cui la band salentina dei Negramaro, reduce dal grandissimo successo di pubblico delle tredici tappe di Una Storia Semplice Tour 2013, con il singolo «Solo per te» estratto dall’album «Mentre tutto scorre» del 2005 che rimase in classifica per quasi due anni. 
Il brano va ad aggiungersi, solo per citarne alcuni, a quelli di Vinicio Capossela, Nomadi, Afterhours, Salmo, Francesco Renga, Roberto Vecchioni, Marco Carta, Valerio Scanu, i Tazenda e Kekko Silvestre dei Modà.
Nella tracklist, è possibile trovare anche alcune famose canzoni di Fabrizio De Andrè, il cantautore che fece della Sardegna la sua terra d'adozione scegliendo di viverci e di lavorarci, per larghi tratti della sua vita, nell'azienda agricola di Tempio Pausania.

Il lungo e sentito post scritto da Giuliano Sangiorgi e  pubblicato sulla sua pagina ufficiale facebook ha anticipato, tra le righe,  nuovi progetti all’orizzonte per i sei ragazzi del Salento:
«la sensazione che si prova il giorno dopo la fine di un tour così pieno di voi è quella di sentirsi improvvisamente soli.
è come se tu perdessi la tua identità, per un po' non ti riconoscessi più.
al risveglio, guardandoti allo specchio, hai un'altra faccia.
non sapresti dire con certezza chi sei.
eri un altro fino a qualche ora prima, o almeno così credi.

poi, d'un tratto ti sembra di somigliare a tutte le persone che hai incontrato.
forse è così: hai gli occhi diversi, di un colore nuovo, mai visto prima.
se ti soffermi fino in fondo raggiungendo il centro della pupilla, ti rendi conto che quel colore è la somma esatta di tutti gli occhi che hai incrociato, cantandoci dentro e perdendoti.
ti ritrovi, poi, "a indossare mille facce", ma "tra quelle che hai cucito non ricordi più chi sei".
così ti rivolgi allo specchio e nel riflesso speri di trovare una risposta, il più presto possibile, per staccarti da quell'immagine e ripartire per un nuovo viaggio, sapendo finalmente chi sei.

"almeno tu specchio sai dirmi" chi sono?
stamattina, lui mi ha risposto.
pochi istanti e tutto è tornato nel solito posto.
"un sorriso taglia la faccia a metà e finalmente capisci chi sei":

sei ancora tutti quegli occhi.
sei sempre quelle facce che riconosci amiche e porti nel cuore ripassandone i contorni ogni giorno.
sei quella voce che canti e si mischia a mille altre e sei anche il silenzio di infinite commozioni.
sei tutti i chilometri che hai fatto e che farai ancora e tra una città e l'altra sei la voglia stessa di raggiungere un nuovo posto. 
sei tutte le mani che hai sfiorato.
sei la voglia di ritornare in quei posti in cui hai trovato "ali, sogni e cuore".
sei le città, tutte le città che hai attraversato insieme ai tuoi fratelli di sempre.

come puoi sentirti solo?

allora, solo allora ti riconosci: stacchi la faccia dallo specchio, imbracci la tua chitarra, quella "da casa", quella che aspetta tornino le tue mani e possano raccontarle di voi e del tour.
e ancor prima di bere il primo caffè che sa di pausa, intoni una nuova canzone.

quella canzone sei tu.
quella canzone siete voi.
quella nuova musica siamo noi, sei.
quelle parole sei tu, cambiato.

quello che ascolterete prestissimo avrà la vostra faccia.
una canzone con tutte le vostre facce, sempre.
non si è soli dopo un tour come questo.
si è infinite anime in un riflesso solo.

grazie per questo continuo perdersi e ritrovarsi: è vita!»



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