Fabrizio De André per la prima volta sul grande schermo. Anche nel Salento

Il contadino e il musicista, l’Agnata in Sardegna e il Teatro Brancaccio a Roma: Fabrizio De Andrè in un bellissimo documentario dalla doppia anima, quella pubblica e privata del Faber, in sala anche nel Salento per soli due giorni.

Da un lato, il Fabrizio De André uomo. Il borghese che aveva scelto di sporcarsi le mani di terra, il genovese che aveva lasciato la sua Liguria per trasferirsi in Sardegna. E questo perché, diceva, “Mi sento più contadino che musicista. Questo è il mio porto, il mio punto d’arrivo. Qui voglio vivere e diventare vecchio…”. Così il cantautore descriveva L’Agnata, la tenuta sarda a trenta chilometri da Tempio Pausania, che aveva acquistato nel 1976 e dove si era stabilito, due anni dopo, con la compagna Dori Ghezzi (diventata poi sua moglie), la loro figlia, Luisa Vittoria e Cristiano, il primogenito dell'artista, nato dal precedente matrimonio.
 
Dall’altro lato, il Fabrizio De Andrè cantautore e  poeta. Quello che abbiamo imparato a conoscere ascoltando i suoi innumerevoli brani in cui univa la semplicità della musica popolare con la raffinatezza dei testi. La Canzone di Marinella, Bocca di Rosa, Via del Campo, Preghiera in gennaio, scritta di getto poche ore dopo la morte di Tenco e a lui dedicata, Hotel Supramonte, una canzone cruenta e dolente in cui raccontava l’esperienza del sequestro insieme a Dori il 28 agosto del 1979. Nascosti tra le montagne sarde, incappucciati o incatenati a un albero, resteranno prigionieri per quattro mesi; Il testamento di Tito sono solo alcune delle sue canzoni più celebri.
 
Il Fabrizio con la sigaretta accesa tra le dita intrise di terra scura e il Fabrizio che con la chitarra in mano sapeva incantare. C’è questo e molto, molto altro in «Faber in Sardegna & L'ultimo concerto di Fabrizio De André»  il bellissimo documentario dalla doppia anima che unisce, in poco più di due ore, il racconto del Fabrizio De André pubblico e privato. Un film evento che arriverà nelle sale cinematografiche italiane solo mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, distribuito da Microcinema. In Puglia Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André sarà distribuito a Bari (Galleria e howville), Andria (Cinemars), Brindisi (Andromeda), Calimera (Cinema Elio), Casamassima (The Space Cinema), Foggia (Città del cinema), Lecce (Db D'Essai), Molfetta (Uci Cinemas Cinestar), Polignano a Mare (Multisala Vignola), San Severo(Cicolella), Santeramo in colle (Pixel Multicinema), Surbo (The Space Cinema), Taranto (Bellarmino).
 
«Mi sembra proprio di raccontare una bellissima favola: “c’era una volta, e per fortuna c’è ancora, una follia tanto tanto amata che si chiama Agnata». Dori Ghezzi introduce così la prima delle due anime del film “Faber in Sardegna”, regia di Gianfranco Cabiddu, che alterna efficacemente passato e presente: il passato evocato dalle rare immagini d’archivio che ritraggono Faber all’Agnata, con fotografie e spezzoni di filmati familiari uniti alle testimonianze inedite di varie personalità della cultura – tra cui Renzo Piano – e della musica, così come di molti amici sardi del cantautore, che raccontano un De André privato e intimo, mettendo in luce la vita di un uomo che, smessi i panni dell’artista conosciuto da tutti, indossa quelli dell’allevatore e del contadino. Il presente, invece, va oltre il tempo, concentrandosi sulla sua musica, suonata oggi dai tanti musicisti che ogni anno all’Agnata danno vita a dei concerti unplugged. Tra questi, insieme a Cristiano De André, ci sono Morgan (autore di una commovente versione di “Canzone dell’amore perduto” al pianoforte), così come Paolo Fresu, Danilo Rea, Gianmaria Testa, Lella Costa, Maria Pia De Vito e Rita Marcotulli. 

Il film sfocia, attraverso la vita di Faber, ne “L’Ultimo concerto di Fabrizio De André”, ultima performance dal vivo interamente ripresa dalle telecamere al Teatro Brancaccio di Roma, nel febbraio 1998, meno di un anno prima della sua scomparsa. Il concerto rievoca quell’atmosfera senza tempo e così speciale a cui solo Faber sapeva dar vita. Brani celebri come Crêusa de mä, Dolcenera, Khorakhané, A Cumba, Il Sogno di Maria, La città Vecchia, Anime Salve, Tre Madri, e Il Pescatore vengono introdotti da un De André emozionato di fronte al pubblico entusiasta e, allo stesso tempo, estasiato nell’ascoltare i suoi pensieri tradotti in parole e musica. Sul palco, accompagnano il cantautore alcuni straordinari musicisti, fra i quali i suoi figli: Cristiano, alla sua destra, incanta il pubblico con il violino, e Luvi, tra le voci femminili, interpreta soavemente la poesia in lingua Rom al termine di Khorakhané. Un concerto indimenticabile, rimasto nel cuore di appassionati e fan. Un ricordo meraviglioso per chi era presente e vuole rivivere quelle emozioni, così come una straordinaria eredità per tutte le nuove generazioni, desiderose di conoscere meglio, come l’ha definito Fernanda Pivano, "il più grande poeta che l'Italia ha avuto negli ultimi 50 anni".
 
Musica, pensieri, aneddoti e un grande concerto saranno i protagonisti del film concerto che vuole essere un po’ più che un semplice tributo al più grande cantautore italiano di tutti i tempi.