I Locomotive e Giuliano Sangiorgi conquistano Bruxelles

Per oltre un’ora i Locomotive hanno improvvisato assieme a Giuliano Sangiorgi, eseguendo alcuni standards ed una splendida versione di ‘Solo per te’, delizioso fuori programma che ha entusiasmato il pubblico ed i fan, non solo italiani.

di Fabrizio Palombella  

Il quarto lavoro di Raffaele Casarano “Noè” recentemente uscito per l’etichetta TùK Musik di Paolo Fresu, è un disco intimo, trascinante, ipnotico, capace come pochi altri di suscitare domande. In ebraico Noè vuol dire silenzio. La rarefatta quiete che domina l’intero lavoro, apparentemente poco si presta alle atmosfere caotiche e suburbane di Bruxelles, dove il disco è stato presentato la scorsa settimana (24 e 25 Gennaio) sul palco del Sound Jazz Club. Quale migliore occasione per godere di questo contrasto?

Il Sounds Jazz Club in via della Tulipe 28, gestito da Sergio e Rosy, due simpatici sessantottini italiani, è dal 1986 un vero punto di riferimento per appassionati di jazz da ogni parte d’Europa.
Varcata la soglia del piccolo club si respira aria di casa, il vociare di alcuni italiani in sala rasserena e mette a proprio agio anche il turista del Belpaese. Fra i tavoli gremiti di curiosi e impazienti spettatori, l’attesa per l’esibizione del quartetto italiano cresce ed è palpabile fin da subito.

Solo pochi minuti di ritardo rispetto all’orario d’inizio e la band di Casarano (Marco Bardoscia al contrabbasso, Marcello Nisi alla batteria, Mirko Signorile al piano) è sul palco.

Ad aprire il concerto “Oriental Food”, open track dell’album, audaci fraseggi creativi e interessanti invenzioni di dialoghi tra i componenti del gruppo lasciano intuire alle prime battute che Casarano & company regaleranno al pubblico belga della grande musica.
Gaia”, raffinata ballad composta dal contrabbassista Marco Bardoscia, rivela in filigrana la sottile sensibilità dell'autore, si evince subito l'importanza di una condivisione e intesa fra i musicisti, alla base di un lavoro progettuale ricco e complesso quale è Noè.
L’ostinato 5/8 di “Amonefe” di Mirko Signorile è soprattutto ricerca di atmosfere tenui e sinuose, ma anche occasione per porre in risalto le straordinarie doti liriche dei musicisti coinvolti nel progetto.
Casarano presenta poi alla platea “Ballata per Bodini”, dedicata al poeta pugliese che ha raccontato il sud, Vittorio Bodini. I Locomotive non si adagiano in nessuna dinamica e sono sempre pronti a stupire lo spettatore, il pianista Mirko Signorile con le sue frasi eleganti e difficili regala emozioni vivide, tangibili, la lunghissima improvvisazione di sassofono restituisce delicate e confortevoli atmosfere mediterranee.
Per l’esecuzione di “Noè” brano che dà il nome al disco, sul palco è invitato a salire Giancarlo Del Vitto, chitarrista leccese che aggiunge ulteriore respiro e dinamica alla raffinata composizione dei Locomotive.

La vera sorpresa dell’evento è però la presenza del frontman dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, intervenuto nel secondo set ad arricchire la già solida esibizione del quintetto salentino. La collaborazione tra il sassofonista Casarano ed il leader della celebre band italiana è ormai consolidata, un veloce scambio di battute ed è subito servita alla sala una intensa versione di My Funny Valentine che ammutolisce e incanta per alcuni istanti i presenti.
Sangiorgi offre un’ottima performance vocale, appare a proprio agio nell’esecuzione di un repertorio sicuramente diverso da quello cui siamo soliti ascoltare.
Il leader dei Negramaro non perde occasione per salutare alcuni pugliesi intervenuti e dedica loro una bellissima versione de “Lu Rusciu De Lu Mare”, peraltro già presente nel disco Noè.
Segue una particolare e vagatonica rivisitazione de Il cielo in una stanza e Ritornerai di Bruno Lauzi. Giuliano, che pare in ottima forma, non si risparmi affatto e regala ancora al pubblico una bella rivisitazione di un brano di Tenco, Vedrai vedrai.

Dopo il bis, c’è anche spazio per un incredibile tris. La seconda delle due serate al Sounds Jazz Club chiude con una jam, nella più classica tradizione del jazz.

Non si può davvero pretendere altro da una performance come questa. I Locomotive si confermano come una della migliori realtà del jazz nostrano ed europeo. La voglia di rivedere questa formazione ancora assieme, magari in Italia, resta fortissima.



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