Lele Spedicato è fuori pericolo. I medici sciolgono la prognosi

A comunicarlo la Asl di Lecce con un bollettino medico ufficiale. Il chitarrista dei Negramaro , è vigile, respira autonomamente, risponde bene agli stimoli e presenta valori buoni in tutti i parametri.

Qualche indiscrezione negli ultimi giorni era giunta, ma si sa, finché non arriva l’ufficialità, sorge sempre il dubbio che ci si possa trovare di fronte a “bugie onorate” per rassicurare i fan. Oggi finalmente, dopo oltre venti giorni di attesa, la tanto auspicata e sperata buona nuova è giunta.

Le condizioni di salute di Emanuele Spedicato stanno migliorando. I medici della Rianimazione del ‘Vito Fazzi’, dopo un’attenta e ponderata analisi, hanno deciso di sciogliere la prognosi”. Questo recita il bollettino medico ufficiale diramato dall’Azienda Sanitaria Locale di Lecce.

Era il 17 settembre, quando il chitarrista della band salentina fu trasportato d’urgenza presso il nosocomio leccese a causa di un malore che lo aveva colpito mentre si trovava nel giardino della sua abitazione.

Da quel giorno tutti, parenti, amici, componenti della band, supporter del gruppo, ma anche tantissime persone, si sono strette intorno ai familiari, sperando che l’artista potesse superare questo difficilissimo momento.

Lele non è più in pericolo di vita, i valori sono buoni e respira autonomamente. “Il paziente è vigile, respira autonomamente, risponde bene agli stimoli e presenta valori buoni in tutti i parametri. Il quadro clinico neurologico ha mostrato evidenti progressi negli ultimi giorni, per cui è stato possibile staccare i macchinari per la respirazione automatica”, si legge nella nota della Asl.

C’è ancora un po’ da aspettare, a ogni modo. Se i progressi continueranno si potrà procedere al trasferimento presso una centro di riabilitazione: “Superata la fase più difficile – concludono dalla Asl –  i prossimi dieci giorni saranno fondamentali per i sanitari, che dovranno monitorare accuratamente le condizioni del paziente, al fine di valutare la possibilità di un suo trasferimento in un centro specializzato, così da poter avviare un adeguato percorso di riabilitazione”.



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