​Sezione di psichiatria a Borgo San Nicola, i sindacati: ‘Prima il potenziamento dell’organico’

Le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria sull’apertura, tra due mesi circa, della sezione di psichiatria al carcere di Lecce: ‘Almeno 50 unità di personale prima dell’apertura’ Giunta la nota della Asl di Lecce

Tra pochi mesi, nel carcere di Borgo San Nicola, aprirà una Sezione intramuraria di psichiatria. Un progetto che da un lato intende tutelare i detenuti affetti da patologie sopraggiunte dopo il reato; dall’altro, migliorare la qualità della vita all’interno dell’istituto leccese. Davanti alla notizia, i sindacati di polizia penitenziaria – SAPPE, OSAPP, SINAPPE, USPP, CGIL Funzione Pubblica e FNS CISL – cominciano già a mettere le cose in chiaro attraverso una nota stampa pervenutaci in redazione. Non sarebbe giusto, infatti, garantire un servizio sanitario di tale importanza senza il giusto numero di personale. “L’Istituto Leccese – scrivono – poiché il più grande della regione, per troppo tempo è stato considerato un valvola di sfogo, basti pensare all’incomprensibile e schizofrenica procedura di assegnazione di detenuti”.

Gli operatori dovranno, ovviamente, assicurare la traduzione dei detenuti ricoverati e la sicurezza degli operatori sanitari, sebbene il servizio dipenderà dall’Asl. “Ciò è sicuramente un passo avanti rispetto alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (O.P.G.)” e di conseguenza “l’obiettivo da raggiungere con l’apertura della sezione è quello di colmare il vuoto lasciato dalla loro chiusura”. “Ma non è accettabile – tuonano – scaricare sulle spalle dei lavoratori della Polizia Penitenziaria di Lecce il peso di un’operazione costosa ed impegnativa in termini di risorse umane”.

Il pericolo allora quale potrebbe essere? Ad esempio, assicurare il trasporto dei detenuti sottraendo ingenti risorse dai servizi di istituto, a discapito di tutti gli altri colleghi, “e decimando, se non sguarnendo del tutto, interi apparati”. “Questo evidentemente a qualcuno non importa, poiché al danno a breve si aggiungerà la beffa dell’apertura di un nuovo padiglione da 200 posti, a cui si aggiungeranno i trenta delle sezione psichiatrica, per finire con i trecento detenuti ospitati, oltre la capienza regolamentare”. E questo, oltretutto, “con una carenza di 150 agenti di Polizia Penitenziaria” che “ha costretto a turni di otto ore per tutta la durata del piano ferie”.

Alla luce di quanto sopra – precisano le sigle – si invita il PRAP, nonché codesta Direzione , a non procedere all’apertura della sezione fino a quando non verrà disposto l’incremento dell’organico di polizia penitenziaria almeno fino a 50 unità”.

Da qui, inoltre, la richiesta di un’immediata attivazione del tavolo delle trattative a livello regionale, per la discussione e condivisione di un progetto comune finalizzato su tempi d’apertura, organizzazione del lavoro, piante organiche da destinare a tale reparto. “Questa volta non ci arrenderemo – concludono – nel caso in cui le nostre aspettative verranno disattese. La nostra protesta sarà dura, seppur nel rispetto della Legge”.

Nel pomeriggio è giunta la nota della Asl di Lecce: "La ASL Lecce è fortemente impegnata a migliorare la qualità della salute nell'Istituto Penitenziario di Lecce. Un indicatore positivo di questo impegno è stata la recente firma del “Protocollo d'intesa per la realizzazione delle infrastrutture di rete telematica per le applicazioni di telemedicina”.

La tutela della salute in carcere è una dimensione importante del sistema salute nei luoghi di detenzione.

La Sezione Intramuraria di psichiatria riviene dall'applicazione della L.81/2015, che ha sancito il definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari-OPG.

Il Dipartimento dell'Amministrazione Giudiziaria e la regione Puglia hanno individuato l'Istituto Penitenziario di Lecce quale sede per la Sezione, fissando i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi.
I posti letto sono 20 e sono destinati ad esclusivo utilizzo degli Istituti penitenziari  pugliesi.

La Sezione è destinata ad accogliere detenuti con patologia mentale sopravvenuta dopo il reato, cioè una tipologia di persone totalmente differente da quelle di competenza delle REMS-Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza.  Nelle REMS sono infatti inseriti soggetti autori di reato, prosciolti per vizio di  mente, dichiarati socialmente pericolosi, con una misura di sicurezza detentiva da scontare nella REMS.
La ASL Le si è impegnata al pieno soddisfacimento dei requisiti sanitari di legge per l'attivazione della Sezione, assumendo 23 unità di personale sanitario dedicato.

E' del tutto evidente che l'efficacia e l'appropriatezza all'interno della Sezione deve coinvolgere, in rapporto di piena e sinergica collaborazione, il personale sanitario ASL e il personale di Polizia penitenziaria.  Per raggiungere questo obiettivo verrà discusso e redatto apposito protocollo d'intesa.

L'attivazione della Sezione Intramuraria di Psichiatria, la prima esperienza in Italia di rilevanza per numero di posti letto e specificità dopo la L.81/2015, è prevista per il mese di novembre, una volta assicurati gli indispensabili livelli di qualità dell'assistenza e sicurezza delle persone detenute, degli operatori sanitari e degli operatori di polizia penitenziaria.



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