La visione e il progetto. Quel che resta della campagna elettorale a Lecce

Le città cambiano nel tempo e anche Lecce deve aggiornarsi. Ora col governo Poli Bortone molti attendono un cambio di rotta sulle scelte decisive di progresso e sviluppo

Non solo i prossimi 5 anni ma anche i 20 successivi, magari senza gli stessi attori, ma grazie al loro progetto e attraverso la loro visione.

Dopo aver analizzato il voto e ribadito che le elezioni non si vincono in campagna elettorale, mettiamo a fuoco i meccanismi che possono portare la civica amministrazione di una città di 90mila abitanti a diventare una cosa diversa e ad accrescere il suo peso demografico attraverso scelte rivoluzionarie.

Nel programma elettorale dell’Adriana (c’era un programma), nel suo testo e metatesto, si rintraccia una formulazione interessante che ingolosisce il palato di chi mastica quel titolo così coraggiosamente articolato: ECOSISTEMA METROPOLITANO STELLARE, una formula comunicativa che attinge direttamente alla vocazione di un capoluogo a municipalità diffusa come quello salentino. Sono le tangenziali anulari a distendere il piano sul tavolo, dove la città e i 10 comuni confinanti intercettano uno spazio scenico abitato da oltre 200mila persone. Un territorio vasto, con esigenze di trasporto pubblico, viabilità coordinata, sviluppo turistico e architettonico, in grado di comprendere le ragioni di una terra a vocazione marittima, che ha sempre proditoriamente trascurato tali legittime aspirazioni.

Le aspettative sono innumerevoli e molteplici, soprattutto in ragione dei riscontri elettorali che L’Adriana ha ottenuto dal quartiere litorale, dove alta è la posta in gioco a seguito delle numerose puntate sul cavallo poi risultato vincente.