Congedo si impone a Lecce. Abaterusso spinto dal Partito Democratico

Il Consigliere uscente ex Alleanza Nazionale è primo nel capoluogo. Tra i democratici è testa a testa tra Abaterusso e Blasi. Terzo l’Assessore uscente, Loredana Capone. Ancora 173 delle sezioni da scrutinare.

Tante conferme, ma anche qualche sorpresa nelle urne delle Regionali per quanto riguarda la provincia di Lecce.
 
Nel Partito Democratico, si sta definendo un testa a testa tra Ernesto Abaterusso e Sergio Blasi che sopravanzano, in maniera cospicua, l’Assessore Regionale uscente Loredana Capone.
 
Nella lista dei fittiani Erio Congedo si impone nettamente a Lecce città, ma è incalzato da Mino Frasca su base provinciale. Al terzo posto, Antonio Barba, e a seguire Angelo Tondo, Silvano Macculi e Luigi Mazzei, ma ricordiamo che si tratta di fare i conti con dati ancora parziali, mentre manca all’appello ancora 1/5 delle sezioni.

Sul fronte Partito Democratico, invece, prosegue il testa a testa tra Blasi e Abaterusso. L'ex Sindaco di Melpignano è in testa con circa 400 voti di vantaggio sull'ex Parlamentare dei Ds. Entrambi i candidati hanno superato la soglia delle 15mila preferenze. Medaglia di bronzo per Loredana Capone che si attesta sul gradino più basso del podio, con circa 12mila e 500 voti. 

In casa Forza Italia, invece, a conquistare la vetta della classifica interna al partito è l'uscente Andrea Caroppo, segue Aldo Aloisi secondo. Per Fabrizio Camilli terza piazza. 
 
Tanto basta per consentire correzioni di tiro o, addirittura, ribaltamenti di posizioni.
 
Il dato più significativo riguarda l’uso del voto disgiunto tra le liste del vecchio centrodestra, non mancano, infatti, specialmente a Lecce, i voti di preferenza al candidato Congedo e sulla stessa scheda elettorale, alla candidata Presidente Poli Bortone.
 
I cittadini, un po’ per confusione, un po’ per atto deliberato, si sono lasciati andare a una tecnica di voto che già in passato aveva notevolmente condizionato il risultato finale della compagine fittiana.
Il 10% e dintorni su base regionale non solo non può definirsi un buon risultato ma, addirittura, rischia di vedere sbaragliata la classe dirigente che ha scelto di seguire il progetto di ricostruzione “oltreforzista” dell’Europarlamentare di Maglie.
 
A questo punto l’analisi del voto appare molto semplice: il centrodestra viene bocciato duramente e il tentativo di risolvere la questione a colpi di sfide interne non solo non è piaciuto agli elettori, ma non è servito veramente a nessuno.



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