Crisi a Palazzo Balsamo, il Pd rientra solo se si azzera la giunta. Errico ci pensa

Si rincorrono con sempre più insistenza le voci di un possibile ritorno del Partito Democratico a sostegno della maggioranza del Sindaco, a patto che il primo cittadino azzeri la Giunta in cui sono appena entrati Quintana e Cataldi.

Sembra davvero molto stretta la strada in cui si è infilato il sindaco di Gallipoli Francesco Errico nel tentativo di superare la crisi politico-amministrativa di Palazzo Balsamo.
Nato come una giunta fondata sull’asse Pd – Udc, qualche mese fa l’esecutivo della Città Bella aveva perso una gamba, quella rappresentata dai centristi, vista l’uscita dalla maggioranza di Padovano e Caiffa.

Ovvio che il primo cittadino provasse a ricostruire un nuovo assetto, tenendosi però volutamente lontano dagli esponenti dell’Udc considerati ormai politicamente inaffidabili (con tanto di litigio con il responsabile provinciale del partito, Totò Ruggeri).

Così la manovra, un po’ azzardata, a dire il vero, ha portato al tentativo che sembrava essere andato in porto di spaccare il centrodestra, soffiando Di Mattina alla ‘compagine barbiana’ e ottenendo il sì di Chianella (Puglia Prima di Tutto) e destando le critiche feroci proprio del petroliere jonico che – vistisi assottigliati i ranghi – aveva gridato all’inciucio e alla mera spartizione di sedie e poltrone.

L’accordo sembrava essere ormai andato in porto ed a suggello ecco la chiamata in Giunta, nell’Errico–bis, di Sandro Quintana e Mery Cataldi. Ma evidentemente le new entry non sono piaciute al Pd che ha fatto subito sapere che avrebbe ritirato la sua fiducia al sindaco: la vice Antonella Greco ha rassegnato le dimissioni ed è uscita dal governo cittadino, in forte polemica con le scelte di Errico.

A questo punto al sindaco mancano i numeri. Il Pd è risentito per lo sfondamento a destra, Vincenzo Barba non è certo tipo che si rassegna in sordina alla sconfitta e Cosimo Chianella della Puglia Prima di tutto ha fatto sapere che o si rispettano i patti sottoscritti da dieci consiglieri (inclusi quelli del Pd) chiamati a raccolta dal Sindaco oppure non se ne fa nulla.

Con tanti buoni propositiscriveva ieri in una nota il consigliere della Puglia Prima di Tuttoho accettato di aderire al progetto firmando un documento con altri nove consiglieri, considerandolo un patto tra gentiluomini, che vanno oltre ogni colore, oltre ogni ideologia, contro ogni rappresaglia personale ma uniti al solo scopo e bene comune: un Patto di Responsabilità..!! Patto di responsabilità che non può prescindere dai dieci sottoscrittori, dai dieci galantuomini che hanno condiviso quel progetto, tanto che anche l’assenza di uno di loro porta il fallimento di tale condivisione. In ultimo vorrei ricordare che la “Puglia Prima Di Tutto” è un contenitore politico ideato e realizzato dall’on. Fitto per riunire tutte quelle persone moderate che non erano in “Forza Italia” ma, uscite da altri partiti, volevano conservare una loro autonomia politica nel centrodestra.’

Errico a questo punto non sembra voler perdere il Partito Democratico, mentre pare abbia messo croce sui rapporti politici e personali con l’Udc di Caiffa e Padovano.
 
Proverà allora in queste ore a ricucire lo strappo con il Pd, strappo che potrebbe essere rammendato, a quanto si dice, solo attraverso la revoca delle deleghe a Quintana e Cataldi, l’azzeramento della Giunta ed una nuova ripartenza, magari più ‘coinvolgitrice’ con tutte le forze politiche di maggioranza.
 
Accetterà Errico di far scendere Quintana e la Cataldi dall’ottovolante che non ha nemmeno cominciato il suo giro? E Chianella e Di Mattina resisteranno ancora per molto tempo lontano dalla casa del centrodestra di Vincenzo Barba? Con Padovano e Caiffa i rapporti resteranno sempre tesi?
 
La strada è stretta, il tempo è poco. Le parole di Barba ancora risuonano da Piazza del Canneto: ‘No, non siamo su “Scherzi a Parte”!!! Siamo, invece, nella bellissima città di Gallipoli che viene oltraggiata dal varo di una Giunta che offende l’intelligenza dei cittadini e il decoro delle Istituzioni, oltre che la gallipolinità di ciascuno di noi. Purtroppo siamo in presenza di un sindaco che pur di conservare la poltrona sarebbe disposto a chiamare nell’Esecutivo anche Cetto La Qualunque.
Per risolvere i problemi della città, Francesco Errico tira fuori i nomi di Sandro Quintana, noto per i vari master conseguiti in cambi di casacca e di opinione e di una certa Mery Cataldi, forse di Galatone, o di Uggiano, o ancora di Racale, alla quale si affida l’importante Assessorato ai Lavori Pubblici, perché nel suo curriculum risulta che conosce benissimo i problemi di Gallipoli, in quanto ha visitato la nostra città per una volta dopo la Prima Comunione.
Agli amici del Partito Democratico che raccontano ai quattro venti di non voler sostenere la Giunta Errico, in quanto l’asse politico si sarebbe spostato troppo a destra visto l’ingresso nella squadra di governo di Sandro Quintana e Mery Cataldi, con la presente sono a rassicurarli del tutto poiché il centrodestra vero,  il centrodestra doc,  il centrodestra votato dagli elettori gallipolini è mille miglia lontano da Francesco Errico e dalla sua Giunta.
Perciò il Pd, dica la verità, tutta la verità: va via non perché l’asse si è spostato a destra, ma perché è consapevole della china distorta che sta prendendo il Sindaco e non vuole essere responsabile del disastro verso cui sta conducendo la Città Bella. Ci arriva con un po’ di ritardo visto che sono cose che noi ripetiamo ormai da mesi e mesi ma, come diceva il caro Massimo Troisi, Meglio tardi che mai”.



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