Emergenza alluvioni, Vigili del Fuoco «giorno e notte per soccorrere la popolazione, e veniamo pure derisi»

Replica con una nota stampa l’Unione sindacale di Base dei Vigili del Fuoco a ciè² che è¨ accaduto nel corso della trasmissione Uno Mattina.

L’Unione sindacale di Base dei Vigili del Fuoco ha inoltrato una nota stampa per protestare a nome della categoria in merito a quanto accaduto nel corso della trasmissione Uno Mattina.

I Vigili del Fuoco  non ci stanno: sono ormai settimane che gestiscono l’emergenza alluvioni in tutta Italia, giorni e notti trascorsi sui siti alluvionati per soccorrere la popolazione, ma senza possibilità di ricambio perché manca il personale, con pochi mezzi vecchi e in condizioni precarie.
Questa la dura denuncia del Corpo che, nonostante tutto, è sempre in prima linea per le emergenze “con turni a volte di 36 ore o più, senza riposo e senza possibilità di rifocillarsi” affermano dai sindacati USB.

Ma a far sentire umiliati gli operatori sono episodi come quello che sarebbe avvenuto  lunedì scorso nella trasmissione di RaiUno “UNO MATTINA”, dove – raccontano i sindacati USB “il giornalista “ignorante” rideva alla vista di una nostro barcone alla deriva sul Tevere”. Il perché di quanto è accaduto sul fiume romano è presto detto “non vi era nessuno a presidiare il barcone in quanto i pompieri erano tutti impegnati a portare soccorso alla popolazione”.

USB Vigili del Fuoco, pertanto, si dice disponibile per qualunque testata giornalistica o trasmissione, soprattutto quella di “UNO MATTINA”, sempre che la redazione televisiva lo ritenga opportuno, ad entrare meglio nel merito delle emergenze e delle situazioni critiche del paese e dei soccorsi. Ed evitare, magari, ogni fraintendimento nella lettura delle immagini che vanno in onda.
“La USB da anni denuncia lo state dell’arte del territorio e delle condizioni in cui vivono migliaia di comuni che non riescono a sanare i siti a rischio idrogeologico per la povertà di risorse economiche. Un paese a rischio, frutto avvelenato di decenni nei quali il territorio è stato maltrattato sistematicamente: un’emergenza che non ha nulla di eccezionale ma che è sempre più quotidiana”.

In ultimo la proposta velata di amarezza “Invece di essere derisi vorremmo contribuire, con decenni di esperienza e professionalità, ad affrontare un piano concreto di protezione civile, una nuova e moderna protezione civile, dove il corpo nazionale gestisca la prima fase di emergenza coordinando tutte le forze in campo in questo paese, in modo pianificato e non a ridosso di ogni emergenza, tanto siamo certi che finita questa emergenza nessuno si preoccuperà mai più di prevenzione, previsione dei rischi, tutti aspetteranno la prossima emergenza piangendo altri morti per l’incuria”.



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