Emergenza tumori a Brindisi e Lecce: arrivano fondi per le ricerche dell’Istituto di SanitÃ

Approvato l’Ordine del giorno dei parlamentari Salvatore Capone ed Elisa Mariano: ecco una quota di fondi destinati alla ricerca sull’incidenza tumorale nei territori di Lecce e Brindisi. ‘Solo un primo passo’.

Emergenza sanitaria, inquinamento ambientale, aumento di patologie tumorali nei territori di Brindisi e Lecce. L’argomento, piuttosto allarmante, è giunto ieri in Parlamento. Non solo. L’Odg approvato ieri in Aula alla Camera, firmato dai parlamentari Pd Salvatore Capone ed Elisa Mariano, decreta una svolta importante per il Salento. Con tale atto, infatti, entrambi i deputati democratici impegnano il Governo a riservare – nell’ambito delle risorse destinate alla Puglia nella Legge n.6 del 6 Febbraio 2014 (il cosiddetto Decreto ‘Terra dei Fuochi’) – una precisa quota di fondi destinati all’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo è svolgere tutti gli approfondimenti di carattere epidemiologico necessari ad una completa valutazione dei rischi sanitari riguardanti l’esposizione della popolazione ai contaminanti. E tutto ciò d’intesa col Ministero della Salute e la Regione Puglia.

È un’emergenza davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi e che ci obbliga anche a fare i conti con la qualità o meno dello sviluppo industriale nei nostri territori – scrive il parlamentare salentino democrat Salvatore Caponee correggere il tiro. Coniugare ambiente e salute deve essere un imperativo categorico di tutti. E’ possibile farlo non per logiche emergenziali ma per responsabilità e avvedutezza, oltre che rispetto delle norme”.

Per Lecce,  i due firmatari fanno riferimento proprio ai dati redatti dall’Ufficio di Statistica – Istituto Superiore di Sanità presenti nel report “Il tumore polmonare nella Provincia di Lecce: analisi di cluster di incidenza e mortalità”, presentati nell’aprile scorso  presso l’Università degli Studi Aldo Moro – Polo Jonico, dove si afferma che “La provincia di Lecce è caratterizzata da una mortalità maschile per tumore polmonare elevata rispetto ai tassi regionali e nazionali, ad eziologia non ancora nota. Le risultanze hanno dell’incredibile: negli uomini i tassi di mortalità provinciali risultano essere superiori a quelli nazionali e regionali; il rapporto tra casi incidenti in Provincia di Lecce e Pool Nazionale mostra un eccesso del 24 % simile al dato di mortalità (+20%: periodo 2006-2010); la zona maggiormente interessata risulta essere l’area centro-orientale della Provincia”.

Proprio mentre ieri  il primario del nosocomio “Perrino” di Brindisi, dott. Maurizio Portaluri, denunciava ancora una volta la necessità di opportuni approfondimenti, l’ordine del giorno si fa carico di un allarme confermato e punta a giungere rapidamente ad ottenere una risposta da parte del Governo. Come argomentato nell’Odg, nella Provincia di Brindisi nel 2011 alcuni ricercatori hanno pubblicato dati relativi al periodo 1999-2001 che mostrano chiaramente come nel primo chilometro di distanza dall’area industriale si sia verificato un rischio doppio di tumori al polmone ed alla vescica. Anche il rischio di Linfomi non Hodgkin e Leucemie è aumentato al decrescere della distanza. Dopo il 2008, sempre grazie allo stesso gruppo di ricercatori di alcuni istituti del CNR di Lecce e della ASL di Brindisi – tra questi il dottor Latini -, si apprende che le malformazioni congenite nella città di Brindisi sono il 17% in più di quanto atteso in base al registro europeo delle malformazioni, il 48% in più per le sole malformazioni cardiache.

Dal 2001 al 2010, invece, sono nati 189 bambini con malformazioni congenite, 3 in più ogni anno rispetto alla media europea. Lo stesso gruppo di ricercatori ha poi dimostrato che nelle settimane di gravidanza in cui le malformazioni si generano, le mamme dei bambini malformati hanno respirato, sulla base dei dati delle centraline per il monitoraggio dell’aria, una concentrazione di SO2 superiore a quella respirata dalle mamme che hanno partorito bambini sani.

L’emergenza ambientale a Brindisi rischia ormai di non fare più notiziasottolinea Elisa Marianoanche se i dati in nostro possesso sono preoccupanti. Ecco perché è necessario avviare campagne di monitoraggio e verifica, e farlo prima che sia troppo tardi. Come molti sanno porto avanti questa battaglia da quando ho messo piede in Parlamento e non intendo affatto fermarmi. L’ordine del giorno è solo un primo passo”.



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