Forza Italia, la fine di un’era fra testardaggine e ingenuitÃ

Il suicidio di Forza Italia, ampiamente previsto da Leccenews24, più di sei mesi fa, è da addebitarsi all’accanimento terapeutico con cui si è voluto tenere in vita un progetto politico fallito.

Il giorno dopo le Elezioni europee dello scorso maggio Leccenews24 affrontò con toni perentori e profetici il nodo Fitto – Berlusconi, prevedendo con largo anticipo quello che sarebbe accaduto nei
mesi successivi, e cioè che l’exploit del deputato salentino, suffragato da quasi 300 mila voti, non gli sarebbe servito a molto nella vertenza interna che si era già aperta sulla leadership di Forza Italia.

E non perché Fitto avesse mancato nell’augurarsi un rinnovamento o per la scelta di dare una dimostrazione di forza, peraltro perfettamente riuscita, ma solo perché le premesse erano sbagliate.
Fitto partiva, da buon democristiano di nascita, dal presupposto che in democrazia contano i voti e che la politica si fa in un ambito di partecipazione e legittimazione democratica. Ed è qui l’errore, perché quel modello non poteva adattarsi ad un movimento politico che aveva sempre fatto del decisionismo e della sopravvalutazione degli individui la sua caratteristica identitaria. Altri sono i criteri, caro Fitto, il tempo per accorgersene c’è stato, adesso, invece, che il dado è tratto, non resta che raccogliere i cocci di una lite familiare cha ha visto troppi piatti lanciati in aria.

Ora che serve serietà all’Italia intera, questo andazzo non è più ammissibile. Ma davvero Fitto sperava di raccogliere l’eredità di Berlusconi, ma davvero si è fidato fino all’ultimo? Sembra incredibile perché l’ingenuità ha distrutto le migliori carriere politiche, al pari della testardaggine. La linea di Forza Italia la stabilisce Silvio Berlusconi, finché avrà voglia di farlo, e se questo andava bene nei tempi delle molte fortune immeritate del Centrodestra, può andar bene anche adesso che i sopravvissuti sono pochi.

C’è tanta gente che senza Berlusconi sarebbe rimasta nei consigli comunali di provincia o  nei circoli di paese e che invece è entrata in Parlamento, gente che ha colto il passaggio della scia fortunata della cometa Berlusconi e che si è ritrovata in Forza Italia per mero calcolo o interesse, gente che organizzava soltanto feste e matrimoni e che poi per anni ha fatto finta di fare il padre della Patria.

Oggi per un minimo di riconoscenza dovrebbero sparire dalla scena e invece restano e si “rinnovano” in minuzie partitiche dedite a mal coscienti attività di accanimento terapeutico.

A Fitto questa ambientazione non si addice, lui che fa politica da molto prima di Berlusconi e che quando Berlusconi fondava Forza Italia aveva già una forza importante nel Salento e in Puglia. No, non gli si addice affatto.



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