Galatina, stop al megaparco commerciale

Battuta d’arresto per la costruzione della struttura nei pressi di Collemeto. La Regione Puglia ravvisa il mancato rispetto dei vincoli paesaggistici e la società non ha ancora sottoscritto la fidejussione a garanzia.

La realizzazione del megaparco commerciale di Galatina subisce una doppia battuta d’arresto. Alla mancata sottoscrizione da parte della società “Pantacom srl” della polizza fideiussoria a garanzia della somma propedeutica al rilascio delle previste autorizzazioni, si aggiunge anche il parere contrario della Regione Puglia che ravvisa nel progetto il mancato rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali.
 
Il progetto originario della Pantacom prevede la realizzazione di un’area integrata in località “Cascioni” a Collemeto, composta da strutture di vendita medie e grandi della tipologia “no food” avente una superficie complessiva di 20mila metri quadrati di cui 1500 destinato a punti vendita “food”. È prevista, inoltre, la realizzazione di impianti per attività sportive e per il tempo libero con un parco urbano di 5 ettari che verrà dotato di piante, panchine, due campi di calcetto e un impianto ludico-ricreativo per bambini.
 
Allo scadere dei termini previsti, nel rispetto degli accordi intercorsi durante la Conferenza dei Servizi svoltasi a Bari nei mesi scorsi, l’Amministrazione comunale di Galatina ha inviato alla società Pantacom una richiesta di chiarimento in merito alla mancata sottoscrizione della polizza fideiussoria necessaria per dare il via libera alla realizzazione delle opere previste dal progetto.
 
Chiarimenti che sono prontamente stati forniti dalla società attraverso il progettista del megaparco, l’ingegnere Cesare Barrotta. «La Pantacom non ha sottoscritto la polizza fideiussoria in quanto il Consiglio comunale non ha ancora approvato il Piano urbanistico esecutivo. In attesa della definitiva approvazione del Pue, la società non può ritirare il nullaosta commerciale, in quanto l’autorizzazione commerciale e quella urbanistica devono seguire un iter comune essendo reciprocamente collegate. Altro aspetto da segnalare è quello che l’area dove si dovrà realizzare il parco urbano da cedere al Comune, ubicata al di fuori dell’area commerciale integrata, non ha ancora ottenuto il parere paesaggistico dell’ufficio regionale competente. A questo proposito vorrei segnalare che in quest’area vi sarebbero degli elementi ostativi che frenano la realizzazione del progetto. Comunque – conclude Barrotta – sono sicuro che queste incongruenze paesaggistiche che ancora non conosciamo nel dettaglio si possano risolvere visto l’interesse manifestato per il progetto da parte di molte aziende del territorio».
 
L’assessore alle Attività produttive, Alberto Russi, non ci sta e respinge le accuse al mittente. «Da parte del Comune non vi è stato nessun inadempimento amministrativo. Il versamento di un milione di euro si sarebbe dovuto effettuare in ottemperanza a quelli che erano gli impegni sottoscritti in Conferenza dei Servizi, ovvero al momento del rilascio da parte del Comune dell’autorizzazione commerciale. L’Amministrazione comunale ha poi deciso di spostare la data del versamento al 31 gennaio 2015. Disposizione anche questa disattesa. Quindi, a mio parere, sembra che la procedura messa in atto dal Comune sia stata più che corretta. Per quanto riguarda il parere negativo paesaggistico espresso dalla Regione –  chiarisce Russi – la Pantacom in questo momento avrebbe il tempo necessario per apportare le modifiche progettuali richieste dal dispositivo regionale e ripresentare alla Regione Puglia un nuovo elaborato».    
 
A questo punto, vista la situazione di stallo venutasi a creare, se la società costruttrice dovesse venir meno all’impegno siglato, il Comune si vedrà costretto ad attivare la procedura di revoca delle autorizzazioni e predisporre un nuovo bando.
 



In questo articolo: