Il giorno delle Palme senza ramoscelli d’ulivo? L’emergenza che fa discutere

E’ partita la querelle a seguito di quella che si può definire una provocazione ad opera di Coldiretti. Un giorno delle palme senza rami d’ulivo potrebbe essere uno dei tanti rimedi per bloccare la diffusione del virus? Abbiamo ascoltato alcuni protagonisti

Si avvicina la Pasqua cristiana e con essa lo sventolare degli ulivi nelle mani dei credenti. Ulivi, simbolo non soltanto di un territorio e di un’economia prettamente agricola, ma anche di tradizioni ancestrali forti nel tempo.

Da Coldiretti arriva un allarme che scuote le coscienze, già molto provate a causa del “fastidioso” batterio killer dell’ulivo. "Sarà la prima settimana Santa in cui non saranno distribuiti i tradizionali ramoscelli di ulivo nella domenica delle Palme se si vuole evitare la diffusione di una epidemia che sta facendo strage di piante secolari che dal Salento potrebbe estendersi in Europa". È netto il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

E già possiamo leggere sul profilo twitter di Famiglia Cristiana l’approfondimento giornalistico sulla peste degli ulivi definita ormai “dramma sociale”.

Alla luce dell’emergenza – perché tale è oramai – il territorio si sta mobilitando da più parti. Se ieri è partito un appello al Commissario straordinario nominato dal Governo, Silletti da Trepuzzi al fine di conoscere dati più certi, oggi l’Unione dei Comuni del Nord Salento chiedono un maggior coinvolgimento dei cittadini dell’area di riferimento, quella che più risulta colpita.

Così, i consiglieri dell'Unione dei Comuni del Nord Salento Martina Gentile, consigliere comunale per il Gruppo la Svolta presso il Comune di Surbo, Mimino Valzano, ex Sindaco del Comune di Trepuzzi, Rita Calliari e Vincenzo Maci per il Comune di Campi Salentina, alla luce della possibilità per il Consiglio dell’Unione di costituire Commissioni temporanee e speciali, hanno chiesto con una mozione l'istituzione di una task force costituita da tecnici agronomi del territorio dell’Unione del Nord Salento.  L'obiettivo è procedere al monitoraggio e all'individuazione di opportune strategie d’intervento per prevenire l’ulteriore diffusione della xylella fastidiosa e promuovere buone pratiche agronomiche in tutto il territorio dell’Unione dei Comuni del Nord Salento.

E allora ci chiediamo, tra le azioni di intervento e prevenzione può rientrare anche il divieto di scambiarsi rami d’ulivo nel giorno delle Sante Palme? Tanti sacerdoti di Lecce e provincia, raggiunti telefonicamente, hanno risposto con una risata “Non può che essere uno scherzo. I contadini che forniscono le parrocchie con i rami da benedire sono i proprietari degli stessi uliveti che si dicevano intaccati dalla xylella già 2 anni fa quando ancora nemmeno si parlava del batterio, né tantomeno di emergenza”. E allora? Non si può concepire il giorno delle Palme senza il simbolo dell’ulivo. Non è questa la prevenzione efficace, secondo i più. Troppo allarmismo, insomma, ma come capita spesso quando non si ha contezza della situazione, è difficile, se non impossibile, riuscire a capire dove realmente stia di casa la verità!