La risposta dei ‘Ricostruttori’ a Vitali è Roberto Marti, eletto coordinatore cittadino

Continua il terremoto politico all’interno di Forza Italia in Puglia. La tempesta non si è ancora allontanata anzi si fa sempre più travolgente. Oggi, i ricostruttori si sono riuniti in congresso contro Luigi Vitali, che ha commissariato il partito di Lecce.

Per "eleggere democraticamente il coordinatore cittadino e il direttivo di FI, a seguito del contestato commissariamento disposto da Luigi Vitali, la maggioranza degli iscritti ha autoconvocato a Lecce il congresso cittadino". I fedelissimi di Raffaele Fitto, i ricostruttori che tanto stanno facendo parlare e discutere in questi giorni spiegano a chiare lettere il motivo dell’incontro di questa mattina all’Holet Tiziano che poi altro non è che l’ennesima prova, qualora non fosse già esplicito a tutti, di una spaccatura sempre più netta e profonda all’interno del partito azzurro di Silvio Berlusconi “ Il commissariamento del Partito– si legge in una nota –  è un atto incomprensibile e illegittimo politicamente prima ancora che statutariamente. La logica che in Forza Italia si commissari chi vince e si premi chi perde è assurda e ci sta portando a perdere consenso e credibilità".

Così, eccoli tutti schierati i cosiddetti ribelli per ripartire  dal cuore del partito, gli iscritti, gli unici ad essere legittimati a scegliere i vertici e la linea politica.  Ci sono tutti, ma proprio tutti, dal primo cittadino del capoluogo salentino, Paolo Perrone, al presidente della provincia di Lecce ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia, Antonio Gabellone ai consiglieri regionali uscenti come Luigi Mazzei, fino parlamentari pugliesi Rocco Palese, Francesco Bruni e il Roberto Marti. Anzi è proprio da lui che il Salento vuole ripartire tantè che è stato nominato coordinatore cittadino dei fittiani. La sua lista, infatti, è stata votata da oltre l’80% dei partecipanti al congresso degli autoconvocati.

Insomma, se guerra dev’essere – come è – allora meglio non eslcudere alcun campo come se a creare confusione non bastasse già il caos scoppiato intorno alle elezioni regionali. Nei giorni scorsi, qualche avvisaglia si era avuta quando al coordinatore provinciale eletto da  Vitali, Paride Mazzotta era stato negato l’ingresso nel gruppo forzista di Palazzo Carafa. E già allora fu “apriti cielo”.

«Paride Mazzotta, Lanzilao e altri – assicurano i ricostruttori – si mettano l’anima in pace. A Vitali non resterà nemmeno il simbolo, perché faremo ricorso e glielo toglieremo».  

Nel frattempo, l’europarlamentare magliese ha lanciato l'ipotesi di un ticket Schittulli-Poli Bortone, l’ultima provocazione  per chiarire chi lavora per unire e per vincere, e chi invece gioca a perdere, “prigioniero di ostilità e calcoli romani". "Naturalmente – aggiunge Fitto -, devono cadere tutti i veti sui nostri candidati nelle liste del nostro partito Forza Italia e predisporre, come è logico che sia, liste forti e competitive. Chi non accetta neanche questa soluzione, sta giocando un'altra partita che nulla ha a che fare con le elezioni regionali. Questo è il mio personale contributo di proposta politica, di ragionevolezza, anche per togliere a tutti ogni possibile scusa o alibi e per avere un una coalizione unita e vincente. La Puglia, le elettrici e gli elettori di questa Regione lo meritano".

Cosa accadrà ora non è dato sapere, quel che è certo è che nessuno ha intenzione di deporre le armi.



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