‘Le mascherine donate dalla comunità cinese? Nel deposito della Protezione Civile’, Guido attacca il Sindaco di Lecce

Dura presa di posizione dell’ex assessore all’Ambiente contro Carlo Salvemini. Oggetto dell’attacco le mascherine donate alla città di Lecce dai Cinesi che sarebbero ancora stipate sugli scaffali di Via Giurgola

« Che fine hanno fatto le 25 mila mascherine donate alla città di Lecce dalla comunità dei Cinesi? Dopo la bella celebrazione mediatica, quei dispositivi di protezione individuale giacciono ancora nel deposito della Protezione Civile. È passata una settimana e nessuno le ha viste, è uno scandalo». Finito lo spirito bipartisan tra maggioranza e opposizione delle prime settimane in cui la città si confrontava con i divieti anti-coronavirus imposti dalle autorità sanitarie e politiche nazionali che vietavano lo svolgimento di consigli comunali e commissioni, lasciando al Sindaco e all’esecutivo le decisioni da prendere in situazioni emergenziali.

Il centrodestra leccese non si è sentito coinvolto da Carlo Salvemini e non ha gradito molte scelte prese dalla Giunta senza alcun dibattito in Aula a cominciare dalla scelta di affidare o co-affidare alla Regione Puglia la gestione dei contenitori culturali del capoluogo. Ieri parole dure, durissime su quella iniziativa da parte dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone. Oggi a scendere in capo il vicepresidente del Consiglio Comunale, l’esponente più suffragato dell’opposizione, Andrea Guido che prende carta e penna per attaccare l’Esecutivo di Palazzo Carafa.

Al centro delle critiche non solo le mascherine donate ai leccesi dalla comunità cinese, che aveva fatto pervenire al capoluogo un carico di 28mila dispositivi di sicurezza che sembra siano rimasti stipati nella sede della Protezione Civile di Via Giurgola. La polemica monta anche suoi buoni spesa predisposti dal Governo:

«Nonostante le raccomandazioni espresse attraverso le testate giornalistiche, i ritardi si protraggono ai danni di tantissimi leccesi. In altre città e in altre regioni d’Italia i sindaci hanno utilizzato farmacie e supermercati per distribuire velocemente quantitativi di dispositivi ben superiori a 25 mila unità. Nel frattempo tutto tace: commercianti e imprenditori brancolano nel buio in attesa di segnali o programmi per la ripartenza che non arrivano, mentre altri si chiedono se aiuti concreti, almeno in merito ai tributi arriveranno mai dal Comune».



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