‘Prima Lecce argine alla deriva della Giunta, adesso la spallata a Salvemini’. Parla il segretario cittadino della Lega

Il segretario cittadino della Lega, Mario Spagnolo, non ha peli sulla lingua nel descrivere la situazione politica che si è verificata a Lecce.

“Guardi, in tutta questa confusione istituzionale che si è venuta a creare dopo l’assurda vicenda dell’anatra zoppa che ha regalato un anno di non amministrazione, quello che spicca in questi giorni è soltanto il comportamento lodevole di Prima Lecce che appare ormai l’unica forza vera e coerente con quanto dichiarato nel Patto per la Città, e che potrà finalmente dire ‘basta’ a questo brodo insulso e indigesto che galleggia a Palazzo Carafa facendo danni ai cittadini un giorno sì e l’altro pure”.

Non usa mezze parole ed è diretto come al solito Mario Spagnolo, segretario cittadino della Lega – Salvini Premier all’indomani della manifestazione ‘Asili Sicuri’ che ha riscosso grande successo e che lo ha visto protagonista – insieme ai coordinatori cittadini di Forza Italia e Fratelli d’Italia – nella raccolta delle firme finalizzata all’attivazione di telecamere di sorveglianza in asili nido comunali e strutture di accoglienza per gli anziani.

Ai più non è passata inosservata la presenza al banchetto dei consiglieri di Prima Lecce che, pur essendo stati eletti nel centrodestra alle amministrative del 2017 in una lista civica ispirata dal Senatore leghista Roberto Marti, qualche mese fa hanno sottoscritto un accordo pubblico per sostenere la Giunta Salvemini.

Adesso, però, i rapporti tra le parti sembrano essersi raffreddati e anche molto. I tre di Prima Lecce (Antonio Finamore, Laura Calò e Paola Gigante) hanno dapprima storto il naso dinanzi alle iniziative del sindaco per salvare la municipalizzata di città, la Lupiae Servizi e poi si sono astenuti nel voto sulla delibera di assestamento al bilancio pluriennale.

Mal di pancia che ovviamente non sono passati inosservati al sindaco di Lecce che si è preso tempo per ragionare sulle eventuali dimissioni, facendo intendere di non voler più sentirsi sotto ricatto (inosservata non è passata, a dire il vero, anche l’assenza in aula di Massimo Fragola, consigliere di maggioranza dellinociano).

E proprio su questo tema ritorna il coordinatore cittadino della Lega, Mario Spagnolo: “Grida vendetta il fatto che nel momento topico della crisi interna alla maggioranza che sostiene Carlo Salvemini, nel suo momento più difficile con un sindaco ormai in balìa delle onde tra dimissioni accennate, minacciate e puntualmente non date, parte dei consiglieri di centrodestra non si siano presentati, siano usciti dall’aula nel momento del voto e abbiano salvato puntualmente il primo cittadino da una debacle incredibile, portando la città nella morsa di super tasse e di tutto ciò che di negativo prospetta la delibera approvata. Insomma un vero peccato”.

“Fuori da Palazzo Carafa – continua Spagnolo – la disillusione aumenta, salvo poi accorgersi tra qualche mese della gravità di tali comportamenti del sindaco, della sua giunta, della maggioranza e di quella opposizione assenteista. Abbiamo il dovere di far svoltare Lecce e lo possiamo fare solo e soltanto mandando a casa questa Giunta che in pochi mesi ha acuito tutti i problemi”.



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