Pd salentino diviso, per ora niente accordo sul presidente

Assemblea del PD rinviata e aggiornata per la fine di questa settimana. Manca ancora l’accordo sul nome del presidente e sulla scelta degli incarichi.

Scontro tra le varie anime del Partito Democratico leccese sulla scelta degli incarichi e sul nome del presidente dell'Assemblea che, ieri, è stata rinviata e aggiornata per la fine di questa settimana

Né Paola Povero, né Cosimo Montagna. L’assemblea provinciale del Pd leccese, che ieri sera nell’Auditorium Cezzi di Maglie avrebbe dovuto trovare un accordo su incarichi e presidenza dell’assemblea, è durata poco più di un’ora ma si è conclusa con un nulla di fatto.

Le parti (circa 200 delegati), che dovevano scegliere anche il tesoriere e i componenti del Comitato di Garanzia, si sono trovati in disaccordo sul nome del Presidente e quindi hanno deciso di rinviare la seduta alla fine della settimana con lo stesso ordine del giorno, molto probabilmente sabato se non venerdì.

Il segretario, Salvatore Piconese, spingeva per il nome di Paola Povero, candidata di aria renziana e vicina al sindaco di Bari Michele Emiliano, sostenuta anche da una raccolta di un centinaio di firme di donne del partito. Nome che sembrava essere condiviso anche da Edoardo Santoro, anch’egli di aria renziana e recentemente sconfitto al congresso dell’8 novembre nella corsa segreteria. Peccato che poi, è stato lo stesso Santoro a prendere la parola e chiedere il rinvio.

Posizione su cui si sono trovati d’accordo anche Alfonso Rampino e Vincenzo Toma che, come Santoro, hanno accusato Piconese di non aver aperto un dibattito leale e costruttivo per fare questa scelta e di non aver convocato nessun tavolo. Motivo questo anche per cui prima dell’assemblea di ieri si era fatto anche il nome di Cosimo Montagna per la presidenza, salvo poi ritirare la candidatura del renziano sindaco di Galatina.

Ora toccherà al segretario cercare una soluzione che vada bene per tutti ma per farlo saranno decisive le prossime ore, i prossimi giorni in cui Piconese dovrà per forza di cose aprire un dialogo leale tra le parti e le varie anime del Partito Democratico.