Regionali, Fitto non accetta la mela avvelenata, ma in tanti lo vorrebbero come candidato

Il No secco e deciso alla proposta del Direttivo Nazionale di Forza Italia divide i compagni di cordata di Raffaele Fitto: continuare con la guerra a Berlusconi a costo di perdere ancora la Puglia, o fare un passo indietro per provare a conquistare l’Esecutivo?

All’offerta velenosa del Direttivo Nazionale di Forza Italia, Raffaele Fitto non ha fatto certo la faccia piacevolmente stupita di Biancaneve dinanzi al cesto delle mele presentatole dalla strega cattiva ed anzi, ha preso subito le distanze: “Che io mi candidi alla guida della Regione Puglia non sta né in cielo né in terra”.

La profferta era nell’aria ed altrettanto attesa è giunta la risposta. “Caro Raffaele, solo tu puoi toglierci le castagne dal fuoco in Puglia e solo con te possiamo provare a vincere. Perché non ti candidi come Governatore nelle Elezioni del 2015?”, questo il senso del messaggio che Giovanni Toti & Co hanno inviato all’Europarlamentare magliese, con la certezza che in caso di vittoria, a vincere sarebbero tutti e, in caso di sconfitta, a perdere sarebbe solo lui, diventato un grillo parlante un po’ inviso ad Arcore ed al cerchio magico del Cav.

Ma Fitto non è certo un’educanda inesperta ed ha subito rispedito al mittente la proposta: la sua è sicuramente una battaglia di principio, ma è, soprattutto, una guerra per la leadership, per il dopo Silvio Berlusconi e nessun contentino può raffreddarla.

Del resto, con i tempi che corrono e con un Emiliano lanciato in una volata solitaria, avrebbe poco senso mettersi a combattere in prima persona personalizzando il dato politico.

Il tutto, ovviamente, con un ulteriore accentuarsi del ritardo dei forzisti e con il rischio che il buon Schittulli, al momento unico candidato spendibile, possa rendersi conto di essersi lanciato allo sbaraglio e prenda atto di fare un passo indietro.

Certo, la politica è bella anche per questo, poiché l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo e tutto può ribaltarsi da un momento all’altro, ma ad oggi la lotta per la guida dell’ente di Via Capruzzi, nell’ottica della successione al decennato di Nichi Vendola, sembra essere una partita già chiusa.

Eppure sarebbero in tanti nel centrodestra che vorrebbero che Fitto accettasse la proposta e si lanciasse nella corsa; in troppi sono stanchi, ormai, di una forza politica che ha lasciato troppo spazio al centrosinistra ed ha perso il controllo dell’unico ente periferico dello Stato ormai in grado di incidere sulle politiche di sviluppo del territorio.

Di stare altri anni a guardare le scelte del centrosinistra, tanti, tantissimi forzisti, non ne vogliono sapere e sperano che il leader magliese sotterri l’ascia di guerra con il Cavaliere e si metta in gioco attraverso una candidatura che renderebbe più interessante lo scontro. A che serve fare la guerra a Silvio se poi si perde ovunque, anche dove si potrebbe vincere?

Insomma, serpeggia un po’ di malumore, ma non sembra che l’ex Ministro abbia voglia di mettersi in gioco per le regionali, né tantomeno che il suo NO possa essere finalizzato ad un corteggiamento serrato per trasformarsi in un SI a tutto tondo.

Insomma, il tempo passa e Forza Italia sembra incartarsi sempre di più