Rilanciare la Ico, senza toccare i contratti dei musicisti. Per l’Ugl opportune le dimissioni del Cda

Secondo il sindacato e molti maestri d’orchestra, soltanto le dimissioni del Presidente della Ico Tito Schipa, Antonio Gabellone e dell’intero Cda possono risolvere i problemi. Importante affidare ad un componente interno il rilancio dell’ente concertistico.

Un passo indietro per farne due avanti. Questa in sintesi la proposta del Presidente della Fondazione ICO Tito Schipa di Lecce, Antonio Gabellone, di fronte alla protesta dei maestri di orchestra che vedono giorno dopo giorno dissolversi da un lato uno dei progetti culturali più importanti degli ultimi anni sul nostro territorio ed dall’altro, al contempo, un posto di lavoro.
 
Di qui, ovviamente, la protesta culminata con l’occupazione della Sala Giunta di Palazzo Adorno e con la proposta del Presidente della Provincia di Lecce di azzerare il cda, scegliere un componente interno dell’Istituzione Concertistica al quale affidare il compito, a titolo gratuito, di far ripartire subito la macchina orchestrale ormai ferma da mesi e mesi.
 
Ricordando anche che la situazione di stasi è doppiamente grave, poichè continua a far incartare in una sorta di nichilismo l’orchestra e minaccia di far sfumare il contributo di 500mila euro del Ministero a causa proprio dell’inattività e della scarsa gestione.
 
Gli antefatti sono noti: la Provincia di Lecce rimprovera la Regione Puglia di non trasferire denari all’orchestra salentina, riservando fior di finanziamenti ad altri eventi anche di minor prestigio e l’ente di Via Capruzzi che rinfaccia a quello di Via Umberto I di non aver mai dato un progetto culturale degno di questo nome all’orchestra, volendola far vivere di sole mance pubbliche.
 
Nel frattempo il problema dei maestri musicisti prosegue, anzi peggiora. Ed oggi, comunica il sindacato dell’Ugl di Lecce, settore Spettacolo e comunicazioni, si è svolta una riunione abbastanza accesa nella quale le rappresentanze sindacali ed i maestri d’orchestra hanno rifiutato il piano presentato da un consulente del lavoro che per provare a far quadrare i conti aveva proposto la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato in collaborazioni a tempo determinato.
 
No su tutta la linea da parte degli orchestrali: i soldi si devono trovare ma non togliendoli dalle tutele dei musicisti bensì recuperandoli nelle pieghe del bilancio, tagliando gli sprechi e pensando solo al rilancio della istituzione concertistica.

Il prof. Realino Mazzotta, I Violoncello I.C.O. Tito schipa R.S.A. e Giuseppe Landolfo, segretario provinciale di categoria, scrivono a quatro mani: I lavoratori sostengono fortemente che gli attuali contratti non si toccano e che vanno individuate invece tutte quelle voci del  Bilancio di Previsione 2015 da ritoccare o addirittura da tagliare se non strettamente necessarie alla sopravvivenza della I.C.O. e del suo riconoscimento ministeriale con relativo fondo annuale del F.U.S. – Fondo Unico per lo Spettacolo. Attendiamo quindi le annunciate dimissioni del Presidente della Fondazione I.C.O. Tito Schipa Antonio Gabellone  e del CdA, per un rilancio della nostra fantastica Orchestra, “Fiore all’occhiello” e vanto culturale del Salento e di tutto il Sud d’Italia.
 
E suonano quasi come una beffa le belle parole che sono inserite nel sito istituzionale che presenta la Fondazione:

  • La Fondazione ICO "Tito Schipa" di Lecce Onlus persegue la diffusione dell'arte musicale, l'educazione alla musica della collettività, in particolar modo, dei giovani, usando, tra le altre cose, opportune formule di coinvolgimento. Realizza spettacoli sinfonici, lirici, corali, di balletto e concerti anche in sedi diverse dalla propria, su tutto il territorio nazionale e all'estero.
  • La Fondazione gestisce l'Orchestra Sinfonica, riconosciuta con decreto del 22/10/1982 del Ministro del Turismo e dello Spettacolo, ai sensi dell'art. 28 della legge 14/08/1967 n. 800, improntando la propria azione ai principi di imparzialità, pubblicità, efficienza ed efficacia. Per conseguire le finalità per cui è stata creata, la Fondazione promuove, organizza e gestisce iniziative, attività, studi, ricerche e formazione professionale, aggiornamenti, specializzazioni, perfezionamenti e riqualificazioni nel campo musicale.

Nulla più di tutto questo, nulla più di tutti questi bei propositi; anche il progetto #savetheorchestra sembra annaspare. Inutile negare che, senza strumentalizzazioni di sorta, spiace assistere all’appassirsi di uno dei momenti più importanti della musica salentina, nel mentre ci si trova dinanzi a sprechi enormi: basterebbe una goccia nell’oceano degli sperperi per salvare la Ico, ma a quanto pare si preferisce più rimpallarsi le responsabilità che risolvere il problema.



In questo articolo: