Terme di Santa Cesarea: firmato l’accordo per la ristrutturazione aziendale

Uiltucs, Filcams e Fisascat hanno firmato l’ accordo che potrebbe garantire stabilità occupazionale ed il superamento del Jobs act per i nuovi contratti a tempo indeterminato. Finalmente la luce per garantire anche la destagionalizzazione dei servizi termali.

Una delle questioni più annose sul territorio si chiama società Terme di Santa Cesarea spa, una realtà aziendale da tempo sulla strada della ristrutturazione che miri a dare stabilità ai dipendenti, mediante la trasformazione dei contratti di lavoro da stagionali a tempo indeterminato. L’obiettivo è anche quello che interessa il Salento intero, ovvero destagionalizzare un’ offerta turistica variegata che, in particolare per le terme, comprende sia i percorsi termali che il soggiorno presso la rinomata struttura alberghiera.

I segretari provinciali di Uiltucs, Filcams e Fisascat hanno lottato per tanto tempo, dando vita a numerose proteste da parte dei dipendenti al fine di sciogliere tutti i nodi occupazionali.
Ora le OOSS si dichiarano ampiamente soddisfatte per l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri, 5 maggio, presso la sede del Consiglio regionale a Bari, con l’assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone, l’assessore al Lavoro, Leo Caroli, il presidente del Cda Terme Santa Cesarea spa, Salvatore Serra, il consigliere del Cda  Mario Lerario, al fine di discutere le linee guida attraverso le quali rilanciare i servizi termali e ampliare il periodo di attività, puntando sulla professionalità degli operatori interessati.

La Regione era stata chiamata a gran voce da parte della Provincia di Lecce che spesso, nella persone del presidente Gabellone, ha additato il governatore Vendola come il responsabile del dissesto finanziario dell'Ente termale.

Attualmente sono solo 10  i lavoratori che godono di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a fronte di altri 120 persone che prestano servizio stagionale, pur godendo del diritto di precedenza nelle assunzioni che la società rinnova di anno in anno.

Tra i nodi da sciogliere, però, quello relativo ai ‘neo’assunti, che di fatto sono gli stessi operatori in servizio da anni: l’applicazione delle nuove norme previste dal ‘Jobs act’, decreto legislativo n.23 del 2015. Dunque la stipula dei cosiddetti contratti a ‘tutele crescenti’che garantiscono maggiori margini d’azione alle aziende rispetto ai licenziamenti.

I tre sindacati hanno lavorato non poco per ottenere un risultato importante: i futuri rapporti a tempo indeterminato escluderanno l’applicazione del Jobs act e questo perché l’anzianità di servizio verrà considerata come un diritto al mantenimento del vecchio regime normativo che disciplinava i licenziamenti.

Questa è l’unica strada percorribile –  osservano i sindacalisti – per garantire la stabilità occupazionale, legando a doppio filo il destino dei lavoratori con le sorti della società.

L’indirizzo politico dettato dalla Regione Puglia che è socio di maggioranza con il 51 % delle quote, prevede anche l’attivazione di  percorsi di formazione mirati ad aggiornare le competenze professionali, al fine di qualificare l’offerta turistica e destagionalizzare i servizi.

Poi ci sarà un altro passo: il protocollo d’intesa sarà oggetto del prossimo incontro in sede aziendale previsto già per la prossima settimana e in cui si dovranno definire tutti gli aspetti relativi alla nuova organizzazione del lavoro, fino alla stipula degli accordi aziendali.



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