Università islamica a Lecce: arriva il ‘no’ della Lega con Salvini. La politica locale ci pensa su

L’idea di voler istituire una Università islamica presso l’ex Deposito Tabacchi viene nettamente bocciata dal segretario leghista Matteo Salvini. Un progetto che si scontrerebbe anche con iter burocratici macchinosi.

L’ipotesi di istituire a Lecce corsi universitari per lo studio di matrice religiosa a partire dal Corano e del diritto islamico a cominciare dalla Sharia – insieme alla conoscenza della lingua araba – rappresenta per molti un fatto molto positivo. Ma, a quanto pare, non tutti pare siano della stessa opinione. Primo tra tutti il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che dai microfoni di Radio Padania dice ‘assolutamente no’ al progetto di istituire una università islamica nel capoluogo salentino. Ipotesi avanzata da Confime (Confederazione imprese mediterranee) – sodalizio che, appunto, intende realizzarne la sede all’interno dell’ex Deposito Tabacchi di via Birago – insieme al consorzio Icas. In ballo ci sarebbe un investimento privato di circa 52 milioni di euro.

Salvini ha peraltro annunciato di opporsi ad una ‘università islamica per soli islamici’. Nella politica locale il discorso va affrontato in maniera più ampia. All’apertura del consigliere comunale Paolo Foresio, giorni addietro giunse un piccolo ‘freno’ agli entusiasmi da parte del segretario cittadino Fabrizio Marra. “quest’argomento – disse – deve essere frutto di un’attenta riflessione e di un dibattito interno al Partito Democratico della città, di cui la segreteria del capoluogo ha la responsabilità della rappresentanza politica”.

Antonio Rotundo invece lo considera “un fatto molto positivo, ma tutto ciò non deve necessariamente configurare l’istituzione di una autonoma ed apposita università islamica”. Dovrebbe “avere la propria collocazione naturale, in una logica di integrazione e di contaminazione multiculturale, dentro l’Università del Salento”.

Discorso diverso nell’area di centrodestra. Diciamo più prudente, ma non impossibile, a patto che risultino chiari contenuti e obiettivi dell’idea. Pierpaolo Signore – portavoce provinciale di Fratelli d’Italia An – chiederà a breve la convocazione di un consiglio comunale che coinvolga l’intera assise massima. Damiano D’Autilia invece propone di coinvolgere la consultazione popolare. Insomma, anche i cittadini debbono avere voce in capitolo. Non un vero e proprio referendum, semmai momenti di confronto e gazebo informativi. Oltretutto, il coordinamento provinciale ne discuterà proprio oggi.

Il vice coordinatore Angelo Tondo sottolinea che, al di là dei pareri contrari e non all’istituzione di un centro che diffonda la cultura islamica – piuttosto lontana dall’identità salentina – l’iter burocratico sarebbe molto macchinoso dal punto di vista urbanistico. Si pensi, infatti, alla richiesta del cambio di destinazione urbanistica dell’immobile a Palazzo Carafa e, forse, anche alla Regione Puglia per la Valutazione strategica ambientale.



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