Università. Laurea? I giovani non ci credono più

Secondo i dati diffusi dal Miur, l’Università del Salento ha registrato il 48% in meno delle immatricolazioni negli ultimi dieci anni. Quasi 80mila.

Non è più l’ennesima accusa mossa alle giovani generazioni da chissà chi. Quel «pezzo di carta» un tempo ambito e faticato sembra davvero non contare più e non solo per cercare lavoro. Le ragioni sono complesse tanto che è difficile riassumerle. Ma se da un lato la scelta di non proseguire gli studi è legata con un filo sottile alla crisi economica in corso dall’altro a pesare sono anche e soprattutto le “convinzioni” diffuse nei ragazzi  che la laurea non rappresenti più una garanzia per il futuro. Certamente le famiglie hanno meno soldi da spendere ma non è più solo una questione di “possibilità” quanto piuttosto di idea che "studiare non conviene".

Questa volta sono i dati resi pubblici dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca a fotografare un’Italia disillusa ed in difficoltà. E i dati parlano di immatricolazioni in costante calo.

A lanciare l’allarme è il capogruppo di Forza Italia a Lecce, Damiano D'Autilia che si dice preoccupato dal calo delle iscrizioni che ha toccato anche il Salento. «Nel corso degli ultimi dieci anni, rispetto all'exploit dei primi anni del duemila, c'è stato un calo del quasi 50% delle immatricolazioni all'Università del Salento. Numeri – afferma D’Autilia- che ci fanno preoccupare: i giovani credono che studiare non serva più, di conseguenza il nostro Ateneo – fino a qualche anno fa fiore all'occhiello del territorio – subisce il colpo di una disaffezione giovanile. Si tratta di un trend negativo a livello nazionale. Esiste una tendenza a rivolgersi a istituti professionali perché, questo è il problema, i giovani oggi ritengono che la laurea sia ormai un "pezzo di carta" che non offre alcuna garanzia. Il lavoro manca per tutti, sono migliaia i laureati a spasso o impegnati in mansioni che poco hanno a che fare con la loro formazione universitaria».

«Il dato – si legge nel comunicato a firma del capogruppo di FI- è allarmante: i giovani sono il nostro futuro e ciò che un Paese avanzato come il nostro non deve assolutamente fare è sprecare il proprio capitale umano. La criticità è sistemica: le riforme del 3+2 non sono riuscite a migliorare la situazione, anzi, nell'ultimo decennio le iscrizioni sono state in caduta libera. C'è poi una criticità sociale: i giovani non hanno speranza nel futuro, nella loro realizzazione professionale. Non c'è lavoro o se c'è è precario, dunque, studiare a che serve? Da giovane professionista, da genitore, ai ragazzi salentini dico: studiate, non perdete la speranza, perché soltanto con la formazione potrete sopravvivere alla crisi. E se le famiglie non possono più permettersi di mantenere i vostri studi da "fuori sede", non abbandonate comunque i libri».
«La crisi – conclude D'Autilia  non può uccidere la vostra speranza. Stringete i denti e lottate perché, quando questa situazione si sbloccherà, voi potrete avere una professionale su cui rivalervi. I precari di oggi non è detto che lo siano domani». 



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