Xylella fastidiosa, Salvatore Capone scrive al Ministro Martina

Il Deputato salentino del Partito Democratico invia una missiva al titolare del Dicastero delle Risorse Agroalimentare nella quale sollecita la nomina di un Commissario straordinario.

È il dramma con il quale da oltre un anno gli olivicoltori e florovivaisti del Salento sono costretti a combattere e fare i conti.

Stiamo parlando, naturalmente, con il batterio della Xylella fastidiosa che ha causato la moria di tantissime piante e per la quale ancora sembrerebbe non essere riusciti a trovare una soluzione definitiva.

Sull’argomento, nella giornata di oggi Salvatore Capone, Parlamentare leccese del Partito Democratico, è tornato sull’argomento, scrivendo, al Ministro Martina e  sollecitando la nomina del Commissario Straordinario, o un altro soggetto equivalente, in modo tale da poter ragionevolmente immaginare di poter attuare tutto quanto necessario a tutela del territorio, delle imprese, delle produzioni d’eccellenza e dei consumatori.

 “Mi associo a quanti in questi giorni, giustamente allarmati, hanno sottolineato come non sia possibile affrontare una questione straordinaria con mezzi ordinari. Per questo, ritengo doveroso insistere e comprendere cosa fino ad ora abbia impedito o rallentato tale decisione.

Naturalmente comprendo che l’intesa con la Regione Puglia e la messa a punto del Piano di azioni finalizzate a sconfiggere il terribile batterio o, in ogni caso, a individuare il modo migliore per una convivenza sia pure forzata ha l’oggettiva necessità di tempi adeguati per poter essere attuato in tutte le sue parti e iniziare a produrre i risultati attesi”.

Il Deputato democrat, però, fa notare al titolare del Ministero delle Risorse Agroalimentari come tra gli imprenditori agricoli si stia diffondendo il timore di un batterio che possa intaccare anche coltivazioni di viti e agrumeti: “In attesa di conoscere la decisione dell’Unione europea sull’eradicazione degli ulivi infetti attesa per il 20 gennaio, si sta diffondendo tra gli imprenditori agricoli il timore che il temibile batterio possa aggredire anche altre colture come vigne e agrumeti, in seguito all’avvertimento diffuso dall’Efsa secondo cui, si apprende dagli organi di stampa, ‘la movimentazione di alcuni prodotti o piante potrebbe far giungere in Europa delle sup-specie del batterio in grado di attaccare soprattutto viti o agrumi’. Timore confermato, parrebbe, anche da una dichiarazione del portavoce della Commissione europea.

Nonostante l’assessore regionale Nardoni abbia, al riguardo, assicurato sulla mancanza di fondamento per quel che riguarda tale eventualità, la direttrice del Centro nazionale per la patologia vegetale ha avvertito sulla urgenza e necessità di una riconversione del terreni sede dei focolai infettivi, mentre sia le associazione di categoria che il dirigente regionale del Settore Agricoltura sono tornati a chiedere, con forza, la nomina del Commissario straordinario in grado di sovrintendere all’emergenza”.

L’ex Vicepresidente della Provincia di Lecce, a tal proposito, ricorda come già in sede di Ordine del giorno approvato nella Commissione Agricoltura della Camera tale questione era stata significativamente sollevata

Quindi, in conclusione, il Parlamentare, nella sua lettere indirizzata al Ministro avverte: “E’ evidente, a questo punto, come anche un solo giorno di ritardo nell’attuazione di quanto convenuto in relazione alla strategia complessiva rischi di produrre danni incalcolabili ed esponenziali per le imprese e il paesaggio mentre l’attività di ricerca dovrebbe non solo proseguire ma anche essere  intensificata.

Nel chiederle dunque aggiornamenti sullo stato dell’arte, torno a sollecitarLe accoratamente la nomina del Commissario straordinario o di altro soggetto equivalente in modo tale da poter ragionevolmente immaginare di poter attuare tutto quanto necessario a tutela del territorio, delle imprese, delle produzioni d’eccellenza, dei consumatori.
Solo en passant rilevo, infatti, che l’epidemia ha ridotto notevolmente le quantità di olio d’oliva vergine ed extravergine salentino presenti sul mercato, e che in relazione a questo le aziende sono state costrette a rivederne al rialzo i costi”.



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