Botta e risposta tra Grosseto e Lecce. Da Piazza Mazzini, si replica alle accuse di Camilli

Dopo la sconfitta contro il Lecce il Presidente Camilli si è¨ lasciato andare a dichiarazioni lesive dell’onestà dei calciatori giallorossi. In una replica la società salentina ha preannunciato la denuncia del patron biancorosso alla Procura Federale

Al Termine della partita vinta dagli uomini di Lerda, il numero uno del sodalizio maremmano Camilli ha accusato i calciatori giallorossi di aver venduto le partite. Immediata la risposta: “La nostra una squadra onesta. Porteremo Camilli davanti alla Procura Federale”

Quella del Grosseto, ad opera dei giallorossi è stata una sconfitta mal digerita da parte del presidente del sodalizio maremmano Camilli che,  fedele al cliché di personaggio vulcanico, al termine della partita,  non ha trovato di meglio da fare che attaccare a testa bassa la squadra salentina, ipotizzando non si sa quali complotti e, soprattutto, accusando i giocatori in forza al sodalizio leccese, di aver venduto le gare:   "C’era l’Ufficio Inchieste – ha subito tuonato Camilli – Il calcio è un bel gioco, ma viene rovinato dagli uomini. Purtroppo, oggi ci hanno mandato un arbitro scarso. Ci ha negato un rigore colossale e ha ammonito a senso unico. Siamo una piccola realtà. A questi, invece, li stanno spingendo in B domenica dopo domenica. È sotto gli occhi di tutti quello che è successo oggi. Se il Lecce deve andare in B, allora il livello è scarso. A noi oggi hanno fatto un furto. Il Lecce è composto da gente che ha venduto le partite. Gente intercettata. A gennaio sono intervenuto per fare bene e rinforzare la squadra. Ora, però, voglio che i ragazzi vincano le tre partire rimaste, dopodiché vedremo cosa accadrà. Comunque – ha concluso – se il Lecce è una squadra che deve andare in B, allora qualcosa non quadra".
A stretto giro, però, in serata, arriva puntuale la risposta da parte del sodalizio di Piazza Mazzini che al numero uno del Grosseto non le manda di certo a dire: "Rispondere a Camilli è offensivo per la nostra educazione e la nostra intelligenza – si legge nel comunicato inviato alle redazioni – sotto la sua presidenza ci sono stati oltre 10 giocatori condannati poi per illecito sportivo, nonché due direttori sportivi, di cui uno in particolare che ha accusato direttamente il presidente. Nella nostra squadra non ce n’è neanche uno, fino a prova contraria. Denunceremo Camilli presso la Procura Federale e se ci concederanno una deroga anche presso la Giustizia Ordinaria. Le sue sono dichiarazioni gravissime che ledono l’immagine dell’US Lecce, dei tesserati, dei suoi tifosi e della città intera. Inoltre, per ciò che riguarda il valore tecnico della nostra squadra – si conclude nella nota – vogliamo far presente al presidente Camilli che tra Lecce e Grosseto ci sono 18 punti di differenza".