Costa uomo-assist, standing ovation per Di Piazza: le pagelle di Lecce-Paganese

Questa volta sì. Questa volta e gambe non tremano, le misure vengono prese fin da subito e la festa oggi è realtà. Il Lecce è in Serie B dopo sei anni di inferno dantesco sui campi della Lega Pro: la vittoria decisiva arriva al termine della sfida contro la Paganese, davanti a oltre 18mila spettatori: decide il colpo di testa di Armellino al 12esimo minuto. Tanto possesso, tanta corsa, tanto sacrificio per la squadra di Liverani che si regala – e regala – un cadetteria attesa da troppo tempo.

Perucchini, 6.5: primo tempo di assoluto controllo per il portiere con più presenze nell’era dell’ultima Serie C del Lecce. Nella ripresa resta a guardare fino al minuto 34 quando Della Corte pesca un tiro improvviso che spaventa tutti i 18mila del Via del Mare, ma non lui.

Ciancio, 6: un po’ a sorpresa inizia da titolare, al posto di capitan Lepore. Non snatura nemmeno oggi il suo atteggiamento, più guardingo che offensivo, ma che quando accelera mette paura. Belle alcune sue incursioni, condite da una ottima intesa con i compagni.

Cosenza, 6.5: pronti-via e scalda i guantoni dell’ex di turno Gomis con un colpo di testa su cross pennellato alla perfezione da Costa Ferreira. Autentico leader del gruppo, non solo perché capitano di giornata: sulle palle alte è praticamente insuperabile. Ammonito al 12esimo della ripresa: salta l’Utica trasferta a Monopoli.

Marino, 6.5: molto attenta la sua gara, fatta di tempi giusti e pochissime sbavature. Si piazza su Cernigoi e non fa vedere lui palla. Si avvicina al gol alla mezzora del secondo tempo con un colpo di testa, ma un difensore ospite respinge sulla linea di porta a Gomis battuto.

Legittimo, 6+ : nonostante il recupero fisico di Di Matteo, il salentino viene schierato dal 1′ lungo la corsia mancina. Si dimostra concentrato, bravo a controllare anche se un paio di appoggi sbagliati se li concede. Resta sempre dietro.

Arrigoni, 7: il playmaker tutto polmoni è praticamente onnipresente in tutte le azioni dei giallorossi. Una stagione intera trascorsa a dettare tempi, passaggi e accelerazioni. Un vero top player.

Armellino, 7.5: 17 minuti. Bastano questi all’ex Matera per sbloccare il risultato e mandare in estasi il “Via del Mare”: un colpo di testa perfetto, su assistenza di Costa Ferreira, che buca Gomis. Lui in un batter d’occhio si ritrova sommerso da tutti i suoi compagni, ma le ossa reggono e manda in porto una prestazione di assoluta sostanza.

Mancosu, 7: un leone in mezzo al campo. Non poteva mancare nemmeno oggi la sua – a tratti smisurata – qualità: contrasti vinti, palloni recuperati e buona visione di gioco. Incredibile opportunità al 44′ quando un difensore azzurrostellato serve lui il pallone, ma il centrocampista sardo, a porta vuota, la spedisce a lato forse per la troppa foga.

Costa Ferreira, 7- : le previsioni della vigilia non sono state disattese e anche per l’ultima apparizione casalinga è lui il trequartista titolare. E’ lui l’uomo assist, quello che è mancato per buona parte dalle stagione: inizia la gara con una bella parabola da punizione che Cosenza colpisce bene, ma senza fortune. Poi la pennellata vincente al 17esimo, sfuttata al meglio da Armellino. All’alba del secondo tempo sfiora il gol, ma il tiro dal limite dell’area e centrale e Gomis blocca in due tempi. Esce tra gli applausi al 20esimo della ripresa.
dal 21′ s.t. Tabanelli, 6+: entra molto bene in clima partita riuscendo a tenere alta la squadra grazie alle sue leve.

Saraniti, 6.5: in ballottaggio fino all’ultimo con Caturano, alla fine mister Liverani sceglie lui come ariete offensivo. Per il primo quarto d’ora viene continuamente richiamato dal tecnico per alcuni movimenti sbagliati. Non è stato il più bel Saraniti dell’anno, ma non per questo non sono da apprezzare la sua corsa e il suo spirito di abnegazione.
dal 45′ s.t. Lepore, senza voto: passerella finale per il Capitano.

Di Piazza, 7-: un grande cuore, una grande temperamento, un grande spirito di sacrificio. L’attaccante più acclamato di tutta la stagione è una vera spina nel fianco del difesa campana e quando accelera fa tremare tutti. Cerca il gol con insistenza, sciupa una clamorosa occasione all’80esimo a tu per tu con Gomis, ma più di tutto oggi mette in campo lo spirito del vero uomo-squadra. Autentica ovazione, l’ennesima, al momento della sua sostituzione.
dal 41′ s.t. Caturano, senza voto

Liverani, 7: nel giorno del suo 42esimo compleanno, si fa il regalo più bello di tutta la sua carriera da allenatore. Perché la salvezza della Ternana lo scorso anno ha fatto gridare al miracolo, ma riportare il Lecce in B dopo sei anni di inferno è un vero e proprio cimelio da esporre in vetrina. Formazione azzeccata e pazienza se i tiri in porta non sono stati poi così tanto: il rischio era quello di prendere sotto gamba la partita, oppure di subire troppo la pressione di una piazza che non aspettava altro se non questo pomeriggio: ne uno ne l’altro, la squadra risponde ai comandi del suo condottiero alla perfezione, restando sul pezzo dal primo al 95esimo minuto.

Via del Mare, 10: 18.264 spettatori è un numero che sogna anche buona parte di Serie A. Il Salento aveva voglia di fare festa, rimandata troppe volte. La carica dello stadio si è avvertita eccome e per la truppa giallorossa è stata una spinta in più. Le festa finale è un urlo liberatorio rimasto stoppato in gola per sei anni.



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