Lecce, sei la rivelazione della Serie B. Ecco tutti i numeri del girone d’andata dei giallorossi

Il 2018 da incorniciare del Lecce si è concluso con un quarto posto in classifica in Serie B: i giallorossi sono la mina vagante del torneo, capace di mettersi a soli 2 punti dalla promozione diretta.

Inizia un nuovo anno e si rinnovano speranze, sogni e aspettative. Un nuovo inizio, però, non può prescindere dall’analisi di quello che è stato, di ciò che ha portato tutti a percorrere il nuovo percorso. Il 2018 del Lecce è stato davvero un anno memorabile: dalla promozione in B alla scalata della classifica nel campionato cadetto.

Nel girone d’andata che è andato in archivio in quel di La Spezia, i salentini si sono confermati come squadra imprevedibile, dalla precisa identità, quella di mister Fabio Liverani: fare il proprio gioco sempre, su ogni campo, contro ogni avversario. La qualità in rosa non manca e i 30 punti dopo diciotto gare sono un traguardo pazzesco, inaspettato dopo la promozione dalla Serie C ottenuta dopo sei anni di tentativi falliti.

In estate la dirigenza, il Direttore Sportivo e il tecnico hanno deciso di cambiare molto, anzi quasi tutto: chi temeva di veder rompere l’armonia di un collettivo capace di vincere il Girone C della Lega Pro deve ora ricredersi. Liverani aveva in testa questo Lecce fin da un minuto dopo il gol-promozione di Armellino contro la Paganese. Forse, però, nemmeno lui sognava così in grande.

Trascinati da Palombi e La Mantia

Andrea La antia (Ph. Pinto)

Quarto posto in classifica, a soli 2 punti dalla zona promozione diretta (-7 dal Palermo capolista), il collettivo salentino sta sorprendendo tifosi e addetti ai lavori. 30 gol realizzati (terzo miglior attacco del torneo), 24 quelli subiti (seconda peggior difesa in zona playoff), dieci calciatori mandati in rete, i bomber giallorossi ad oggi sono Andrea La Mantia e Simone Palombi, autori entrambi di sei marcature.

Con questi, primi, numeri, il Lecce si gode le attenzioni di tutti, ma alla fine i valori emergono tutti. Delle prime 8 squadre (quelle cioè posizionate in ottica spareggi-promozione), i giallorossi hanno vinto solamente contro il Verona. Poi tre pareggi (Benevento, Spezia e Cittadella), e tre KO, guarda caso contro le prime tre di testa, Palermo, Brescia e Pescara.

Chiariamolo: tolta (l’altra bugiarda) sconfitta contro l’Ascoli, il Lecce non ha mai dato l’impressione di essere inferiore ad alcuno. Mancano alcuni punti alla classifica di Mancosu e compagni, punti persi ora per disattenzione ora per mancanza di furbizia. Quasi tutte le disfatte sono state decise da episodi, arbitrali e non, ma ci sentiamo di dire che la classifica è veritiera: c’è un Palermo una spanna sopra tutti gli altri, ci sono Brescia e Pescara trascinate dai due capocannonieri Donnarumma e Mancuso, ci sono Verona e Benevento appena retrocessi dalla A. In mezzo a tutti la mina vagante Lecce.

C’è un undici titolare quasi fisso, ma Liverani ha dimostrato – a tratti – di saper leggere i momenti dei suoi ragazzi, potendo pescare anche da una panchina lunga, forse troppo. Alcune scelte cervellotiche (come quelle di puntare su calciatori fuori ruolo anche dal 1’) hanno lanciato un segnale chiaro: la rosa è ampia, ma non c’è posto per tutti. Di questo ne parleremo all’apertura del calciomercato.

Capitolo rendimento

Il Lecce non ha mai attraversato un vero momento-no, riuscendo quasi sempre a muovere la sua classifica. Il momento migliore si è registrato dalla 12^ alla 15^ giornata quando contro Cosenza, Cremonese, Carpi e Perugia sono arrivate tre vittorie di fila e un pareggio.

I tifosi del Lecce al Cabassi di Carpi (ph.Pinto)

I 30 punti in classifica sono stati conquistati esattamente al 50% tra gare casalinghe e trasferte. Ma va molto meglio lo score fuori casa – sebbene vi siano state due gare in più lontani dal Salento. Nella speciale classifica da trasferta, il Lecce è secondo alle spalle del solito Palermo con 15 punti conquistati in dieci uscite, frutto di 4 vittore, 3 pareggi e altrettante sconfitte (18 gol fatti, 15 subiti). Da migliorare, invece, il rendimento al “Via del Mare”, dove in soli otto match sono giunte sempre 4 vittorie, tre pari e un KO (solamente 12 gol fatti e 8 subiti). Giocando solo in casa il Lecce sarebbe al momento tredicesimo.

Tutto questo ha contribuito a far pensare a qualcosa in più della semplice salvezza (ad oggi veramente pura formalità): infatti, la truppa di Liverani si trova con 17 punti di vantaggio sulla zona rossa della retrocessione, mentre 13 sono i punti in più dall’attuale griglia playout. 4, invece, sono le lunghezze di vantaggio sull’ottavo posto, l’ultimo utile per partecipare ai playoff. La promozione diretta, come detto, al momento è proprio a un soffio.

Replicare gli stessi numeri anche da gennaio in poi non sarà impossibile, ma sarà molto, molto, difficile. La proiezione di 60 punti, a nostro avviso, potrebbe far chiudere il campionato a ridosso della promozione diretta che, conti alla mano, potrebbe giungere toccando la soglia di 62-63 pt.



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