Dall’ombellico della festa le voci di un club da Serie A. Sticchi Damiani: “è il compleanno più bello della mia vita”

Dal Presidente a Liverani, dal DS Meluso ai leader del gruppo: in casa Lecce tutti si godono una festa insperata e per questo ancora più bello. Parole d’ordine: “prima la festa, poi la programmazione”.

Emozioni a non finire anche nelle voci dei protagonisti di una cavalcata inimmaginabile. Al termine della gara contro lo Spezia che ha riconsegnato dopo sette anni la Serie A al Lecce è partita la festa sugli spalti e subito dopo nella pancia del “Via del Mare” dove squadra a dirigenza hanno festeggiato il taglio di un traguardo meritato e bellissimo.

Negli occhi di tutti un senso anche di smarrimento: a caldo non è stato realizzato a pieno che cosa è stato compiuto. Mantiene la solita fredda emozionale il Presidente Saverio Sticchi Damiani che ha festeggiato il suo 44esimo compleanno con il regalo più bello di sempre. “Sì, è decisamente il compleanno più bello della mia vita – commenta il numero 1 di via Costadura. L’emozione è straordinaria perché non ci ha regalato nulla nessuno, ma ci siamo conquistati tutto da soli, contro ogni previsione. Speravo in un campionato tranquillo, non  pensavo che in un campionato cosi pieno di big potessimo arrivare così in alto: il nostro è stato un campionato pulito, sia in campo che fuori”.

A farli eco è il suo vice, Corrado Liguori, tifosissimo da sempre e che fa fatica a trattenere l’emozione. “Quando abbiamo deciso di rilevare l’US Lecce avevamo due obiettivi – spiega. Riportare il Lecce nel calcio che conta, cioè in Serie A, e onorare questa maglia. Beh, oggi si è sintetizzato tutto. Ora ci godiamo la festa, poi ci metteremo al lavoro per fare ancora bella figura”.

Artefice di tutto è stato anche il DS Mauro Meluso: seconda promozione consecutiva per lui che ora deve bissare il “pegno” dello scorso anno,  pedalando in bici da Teramo al Santuario della Madonna di Loreto. “Non sto ancora realizzando quello che è successo: abbiamo fatto un percorso meraviglioso, in continua crescita. Tutti hanno svolto un lavoro eccezionale, raggiungendo il massimo obiettivo giocando bene. Questa è una cosa importante. Alle spalle c’è una società seria e intelligente. La nostra gente? E’ stata eccezionale. Ricordo la partita di Verona, lì abbiamo capito che potevamo alzare l’asticella. Voglio ringraziare tutto quelli che lavorano in questa società, se non funzionano tutte le componenti non si va in Serie A”.

E poi il turno del vero condottiero, di Fabio Liverani, capace di subentrare ad inizio dello scorso anno e in meno di due stagioni riportare il Lecce dalla C alla A. Una cavalcata che ha la sua impronta digitale. “Il nostro è un successo meritato, non ho mai avuto dubbi sul cammino di questa squadra. Le prestazioni di alto livello mi facevano stare tranquillo e la squadra ha fatto un cammino di grande qualità e crescita. I nove punti consecutivi in casa hanno dato un bel colpo al campionato. È giusto goderci il momento, festeggiare e poi programmeremo la Serie A. Vincere in rimonta col Venezia è stata la prima svolta del campionato, poi la crescita è stata continua. Magari qualcuno si era smarrito ma ha lavorato e si è ritrovato.

Paura dopo Padova? No, perché il destino rimaneva nelle nostre mani e questo è stato fondamentale. Ora Serie A: il campionato è difficile, ma questa società è solida e può centrare la salvezza, anche grazie all’entusiasmo di questa piazza”.

Via poi alla carrellata di giocatori. Il primo a parlare è stato Jacopo Petriccione, autore del gol che ha spalancato le porte del paradiso. “Non potevo immaginare un finale così nemmeno nei sogni più vivaci. Non ho parole, non ho realizzato perché è  difficile da spiegare. Adesso ci godiamo la festa, dopo le tre partite abbiamo capito che ce l’avremmo fatta. Abbiamo espresso il calcio migliore della Serie B. Questa promozione in Serie A è meritata. Nessun segreto, la forza è il gruppo e nei momenti più difficili siamo sempre venuti fuori, la dedica è al gruppo e alla mia famiglia”.

Per Andrea Tabanelli, una sorta di uomo provvidenza: “Siamo stati tutti protagonisti di questa promozione, solo così si raggiungono questi risultati. Qualche anno fa avevo trovato la A ma qualche infortunio me l’ha tolta, ora conquistarla sul campo è magnifico”.

Emozioni e occhi lucidi anche per Manuel Scavone che dopo l’infortunio e la paura contro l’Ascoli ieri è tornato in campo tra gli applausi dei 30mila del “Via del Mare”. “Questa promozione vale doppio, è un risultato incredibile. Personalmente in questi mesi ho lavorato per poter dare una mano in campo e questa partita ha un sapore particolare: sono la prova che dall’inferno al paradiso, a volte, è davvero questione di attimi“.

E poi parola ai leader tecnici e non. Bomber La Mantia, 17 gol stagionali, di prende la targa di capocannoniere giallorosso e non nasconde una “emozione troppo grande. Quello di oggi è stato il coronamento di un sogno di una carriera. Abbiamo meritato dalla prima giornata, abbiamo lottato e ce l’abbiamo fatta. Non me l’aspettavo ma le cose inaspettate sono le più belle. I gol finalizzano il lavoro di una squadra che ha dato l’anima. Il gruppo è la chiave del nostro successo. Anche oggi abbiamo sofferto ma tutti insieme ne siamo usciti”.

Infine il faro della difesa, Fabio Lucioni. “Questi colori mi portano bene (già promosso due anni fa con il Benevento, ndr). Ci siamo ripresi quello che meritavamo. Quest’estate il presidente era ambizioso: il progetto era importante e ringrazio tutti per aver creduto in me. Queste soddisfazioni vanno al di là di tutto, dietro questo c’è il lavoro di uomini che lavorano quotidianamente. Oggi c’era tensione ed emotività, però il risultato è quello che conta. Nessuno pensava potessimo arrivare così in alto, ci siamo costruiti e meritati questa promozione. Tutto è fantastico ed insperato. Avevamo troppa fame di prendere questo risultato anche se dopo Padova è stata dura. Paura? Beh un po’ si”.



In questo articolo: