Tre sconfitte nelle ultime quattro partite, Lecce ad un passo dal baratro

Tanti i fattori che hanno portato alla disfatta di Catanzaro. Innanzitutto un arbitraggio, quello del Sig. Lanza di Torino, a senso unico. Poi le scelte di Mister Bollini, che ha lasciato in panchina Gustavo ed Herrera. Infine un nervosismo isterico.

Dopo la prestazione convincente contro l'Aversa Normanna che aveva visto i giallorossi dilagare con la squadra campana  per tre reti a zero, i tifosi salentini si  aspettavano dalla compagine giallorossa l'ennesima prova del nove che più volte in questo campionato, a dire il vero, era stata puntualmente disattesa. Ma per chi tifa con passione, la speranza, si sa, è l’ultima a morire.
 
Gli undici di Mister Bollini erano chiamati ad affrontare a viso aperto i calabresi del Catanzaro che provenivano da una sconfitta interna, non proprio meritata, ad opera, manco a dirlo, della capolista Salernitana.
 
Al "Ceravolo", quindi, si prospettava una gara dal sapore, per i padroni di casa, come dire, di rivincita. E così i calabresi sono scesi in campo motivati per aggiudicarsi l'intera posta in palio. È  in queste circostanza che si sarebbe dovuto vedere il carattere di una squadra, come quella del Lecce, che doveva  anch'essa pensare di conquistare la seconda vittoria consecutiva per non perdere quel treno della speranza che porta dritti dritti verso la zona play-off. Insomma l’imperativo categorico doveva essere uno ed uno solo: emulare  l'analoga prestazione di sette giorni fa quando il Lecce non aveva giocato al risparmio e per tutti i 90 minuti si era vista una squadra caparbia, testarda e cinica e che nonostante il risultato fosse stato messo già da un pezzo al sicuro, aveva cercato costantemente e senza badare al dispendio di energie, di realizzare la quarta marcatura mancata solo per un soffio.
 
Queste le premesse, che però sono state disattese dal campo, perché il Lecce di ieri tutto è stato tranne che testardo e caparbio.
 
Nella sfida col Catanzaro il tecnico di Poggio Rusco ha schierato dal primo minuto il Capitano Fabrizio Miccoli a sostegno del bomber Moscardelli lasciando inspiegabilmente in panchina Herrera e Gustavo ma non sono passati nemmeno quattro minuti ed il Catanzaro si è portato in vantaggio con Razzitti che incornava il pallone di testa  su calcio della bandierina battuto da Bernardo. Tre minuti più tardi Beduschi si beccava il primo cartellino giallo della partita, il primo di una lunga serie. Il fischietto di Nichelino, Sig. Lanza, diventava infatti protagonista in assoluto della partita ma in negativo quando al 7° espelleva, per una gomitata involontaria, il bomber del Lecce Moscardelli e dalla panchina giallorossa anche Di chiara. È sembrato palese a tutti che l'arbitro piemontese non fosse all'altezza del compito assegnato e sentiva gravare sulle proprie spalle il peso di una gara, che inconsciamente, incombeva su di lui. Al 16 Lecce vicino al pareggio con Diniz che sotto porta, su calcio d'angolo battuto da Miccoli, colpiva con una zampata la traversa. Il Lecce non risentiva dell'inferiorità numerica (questo va detto!) e al 19° sempre su passaggio di Miccoli, Mannini – che non è una punta e lo si è visto –  con la porta sguarnita spediva di poco a lato. Al 33° primo cambio della partita, Bernardo per il Catanzaro lasciava il posto a Mounard, vecchia conoscenza del calcio salentino e gallipolino in particolare.
 
Al 36° era ancora Mannini a far tremare il Catanzaro con un diagonale che trovava pronto alla parata un grande Bindi. Al 37° sul taccuino del confusionario Lanza finiva anche Diniz. In campo c'era solo una squadra e cioè quella giallorossa che allo scadere del primo tempo con Miccoli sfiorava ancora una volta il meritato pareggio. I primi 45 minuti evidenziavano un Lecce, nonostante fosse stato ingiustamente privato del suo bomber, battagliero e mai domo che cercava con ogni mezzo di agguantare il pari, che per il gioco espresso, sarebbe stato più che meritato.
 
Nel secondo tempo Gomes lasciava il posto ad Embalo ma non cambiava il "leitmotiv" della partita che vedeva sempre il Lecce all'arrembaggio con  il Catanzaro a difendersi nella propria metà campo. Era ancora Mannini al 47° ad andare vicinissimo al pareggio ma sulla sua strada trovava un insuperabile Bindi.  Passavano solo tre minuti e Miccoli su punizione faceva compiere all'estremo difensore del Catanzaro una strepitosa parata. Al 54° il Capitano Fabrizio Miccoli lasciava il posto a Doumbia.  Al 65° il Catanzaro poteva chiudere la partita con Mancuso  ma da buona posizione spediva di poco al lato il pallone. Al 71° contropiede micidiale dei calabresi che chiudevano di fatto la gara sempre con Mancuso, il quale lasciava partire dal limite un tiro dove trovava un impreparato Caglioni.
 
Bollini al 75° provava a dare più incisività alla sua squadra sostituendo Beduschi con Gustavo. Al 80° show del mediocre arbitro Lanza che prima ammoniva Mannini per un veniale fallo e due minuti più tardi gli faceva guadagnare anzitempo la strada dello spogliatoio comminandogli una seconda ammonizione. Al 87° il Lecce , su calcio di rigore accorciava le distanze con Lepore che poco dopo anche lui si faceva espellere lasciando la squadra in otto.
 
Fermo restando la disastrosa direzione di gara dell'arbitro di Nichelino  il quale ha diretto l'incontro con esasperata rigidità, il Lecce non ha saputo, ancora un volta, sfruttare adeguatamente le numerose occasioni da gol avute nell'arco dei 90 minuti palesando i soliti errori in fase offensiva, che con la sconfitta odierna, lo hanno fatto scivolare nuovamente in quinta posizione cioè lontano dalla zona play-off. E mercoledì arriva il Benevento, una gara che sa da dentro o fuori e che può valere un intera stagione, o quel che ne resta.

di Ivan Vedruccio



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