Il Lecce risorge dopo una settimana di passione e torna a sperare

I giallorossi stupiscono tutti e con una grande prestazione e affossano il Benevento. Adesso si può continuare a sperare di raggiungere il terzo posto necessario per la qualificazione ai Play Off. Prossimo incontro in trasferta con il Melfi.

Appena in tempo di recitare il "mea culpa" per non aver centrato la vittoria a Catanzaro che il Lecce nel pomeriggio di ieri ha giocato con la squadra campana del Benevento, scesa in campo al  "Via  del Mare" con l'intento di  incrementare, con un risultato positivo,  la posizione in classifica.

La squadra giallorossa, invece, ha dovuto fare i conti con la mannaia del giudice sportivo che si è abbattuta inesorabilmente come uno tsunami sulla testa dei salentini squalificando, per ben 5 giornate, il suo uomo migliore, il bomber Moscardelli e per 2 giornate Lepore e Di Chiara senza dimenticare il doppio giallo che è costato a Mannini 1 giornata.

Oltre a questo, il Lecce ha dovuto sperare di non trovare sulla propria strada un'altro Sig. Lanza, che dopo la disastrosa direzione di gara tra i giallorossi salentini e quelli calabresi non ha fatto di certo onore alla titolata sezione di Nichelino che ha formato, in tempi non troppo lontani, prestigiosi arbitri internazionali, ma questo sembrerebbe non essere un traguardo alla portata del fischietto piemontese  che meriterebbe, anche lui, un lungo e meritato periodo di riposo dopo la direzione di sabato.

Sono numerosi i punti persi per strada dagli uomini di Bollini  che, però,  non sono solo da attribuire a sviste arbitrali, ma imputabili anche ad approcci più o meno sbagliati nell'affrontare le partite chiave e non solo, basti pensare alle gare abbordabili contro il Martina,  l'Ischia,  la Reggina, la Vigor Lamezia, per citarne solo alcune, dove, la squadra giallorossa, ha fatto harakiri portandosi così in una posizione in classifica a dir poco imbarazzante, che allo stato attuale permette, a mala pena, di sperare di aggiudicarsi un posto nei play-off.

Gli incontri precedenti in casa giallorossa parlano chiaro, per il Benevento lo stadio leccese è tabù: su nove gare disputate  la squadra campana ha rimediato sei sconfitte e tre pareggi subendo ben 12 reti statistica questa che il Lecce incrementato, nonostante  il tecnico di Poggio Rusco ha avuto seri problemi in fase offensiva e quindi, si è visto costretto a ridisegnare l'attacco  schierando al posto del bomber italo-belga un inedito  Doumbia  in coppia con Gustavo.

La partita ha inizio col Benevento che nei primi minuti di gioco detta i tempi con un apprezzabile pressing ma è il Lecce al 4° a provarci con un ottimo Gustavo dalla distanza il cui tiro però si perde alto sulla traversa. Poco dopo è Bogliacino, sempre dalla distanza, ad impensierire l'estremo difensore ospite con un tiro di collo pieno che si spegne abbondantemente fuori alla sinistra di Pane. Al 20° D'Agostino prova dalla distanza a sorprendere Scuffia con la sfera che sfiora il palo alla sinistra dell'estremo difensore del Lecce. Al 27° brivido in area giallorossa, pasticcio di Diniz e per poco il Benevento con Eusepi non ne approfitta. Dieci minuti più tardi Lecce vicino al vantaggio con Vinetot che da due passi manca l'attimo fuggente per trafiggere Pane. I primi 45 minuti terminano senza ulteriori sussulti evidenziando due occasioni da rete per parte.

Il secondo tempo si apre col Lecce decisamente più in palla e che, nonostante fosse orfano dei suoi più titolati calciatori, esprime un gioco frizzante, fluido ed ha nel giovane Gustavo l'elemento di spicco che col passare dei minuti diventa per gli avversari una spina nel fianco. Al 55° arriva la prima ammonizione di una lunga serie a farne le spese è Compagnacci per fallo su Beduschi, quest'ultimo ammonito qualche minuto prima. Al 62° arriva il primo cambio per il Lecce Herrera rileva uno stanco Bogliacino. Al 75° giunge la svolta della partita; Scogliamiglio atterra Gustavo guadagnandosi la giusta ammonizione e sul conseguente calcio di punizione, battuto da Herrera, Papini di testa trafigge Pane portando così il Lecce al meritato vantaggio. Un minuto più tardi il Benevento manda forze fresche in campo con Padella e Marotta che sostituiscono rispettivamente  Campanacci e D'Agostino. Invece per il Lecce lasciano il campo Gustavo e Salvi per Embalo e Sacillotto. Al 89° Marotta di testa impensierisce non poco la retroguardia salentina con una girata di testa che si perde di poco sul fondo. L'arbitro concede 4 minuti di recupero ma nell'ultimo minuto succede di tutto, Embalo diventa preda di una imboscata in area ospite dove riceve prima una gomitata volontaria da codice penale sul volto da parte un difensore del Benevento col benestare del direttore di gara,  per poi essere sollevato, sbattuto a terra e preso a calci dal portiere Pane. Solo l'intervento del guardalinee fa notare all'arbitro l'accaduto rendendo, almeno per una volta, giustizia ed espellendo a partita finita l'estremo difensore ospite.

Il Lecce vince meritatamente la gara perché ha creduto fino in fondo nei suoi mezzi e nella spigliatezza dei suoi giovani che con l'incoscienza che li contraddistingue hanno avuto ragione di un blasonato Benevento che nulla a potuto di fronte a tanto entusiasmo.
 
Ivano Vedruccio



In questo articolo: