What’s Meloncella? Paese che vai ‘cocomero’ che trovi

Introvabile superati i confini locali, il ‘cocomero salentino’ – dolce, succoso e fresco come l’estate – è un prodotto che racconta l’identità di questa terra.

Guai a pensare che sia un semplice cetriolo. Nel Salento, la terra rossa che sa creare prodotti ineguagliabili per sapore e profumo, ha regalato il “cocomero”, un prodotto dolce, succoso e fresco come l’estate.

No, non si tratta nemmeno dell’anguria che, nel tacco dello stivale, diventa il “melone di acqua” per distinguerlo da quello “di pane”. Anche i turisti timidamente affermano: “In the rest of Italy, usually means watermelon”, salvo sentirsi rispondere con un secco “not here”. Tradurlo è impossibile. È semplicemente il “cucumarazzu” o “cummarazzu”in dialetto locale. Qualcosa in più dei prodotti a cui viene accomunato.

Il nome cambia in base alla zona in una sorta di “paese che vai cocomero che trovi”. Alcuni lo chiamano carosello, altri “meloncella” anche se, i più esperti, sono pronti a giurare che si tratta di varietà diverse di quest’ortaggio, tra il più antico coltivato in Puglia. E solo in Puglia è rimasto perché altrove è impossibile trovarlo. In passato non c’era terreno in cui non si piantava: essendo acquoso era dissetante per chi passava la giornata a lavorare nei campi.

Facilmente reperibili sul mercato locale, basta leggere le indicazioni riportate sui ‘cartelli’. Possono essere usati come “crudités” negli aperitivi light. E sono talmente ‘leggeri’ (nel senso di poco calorici) che non rovinano la linea durante la bella stagione né i sacrifici fatti in inverno per arrivare preparati alla prova costume. Perfetti anche come ‘spezzafame’ o nell’insalata, insieme a pomodori, tonno e olive. Danno un tocco in più, di croccantezza, anche nell’insalata con patate.

Il cocomero appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, ha una buccia ruvida e ricoperta da una lieve peluria. Ha diverse forme, dimensioni e anche la sfumatura di verde della buccia cambia. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto perché una volta sbucciato e privato dei semi è pronto a conquistare anche i palati più raffinati, come ha fatto la frisella, altro prodotto tipico locale ben più conosciuto. Può essere mangiato anche dopo i pasti, a mo’ di frutta. Anzi ‘digestivo’.

Il Salento non è solo una terra meravigliosa che ha saputo conquistare i turisti grazie al mare cristallino, alle spiagge da cartolina, ai paesi che trasudano storia e ai suggestivi borghi di origine barocca che incantano i visitatori. Questa terra sa regalare emozioni anche a tavola con un’alchimia di sapori, profumi e tradizioni. Ricette antiche hanno saputo trasformare ingredienti poveri regalati da una natura generosa in piatti da leccarsi i baffi.



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