L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, un luogo magico dove si fermano gli orologi

Viaggio a Santa Maria di Cerrate, presidio culturale fra i più antichi e misteriosi della Puglia. Secondo alcuni esperti, nella zona del porticato laterale si creerebbe un vuoto elettromagnetico.

Seguendo l’antica via per il mare si può raggiungere un posto incantevole ricco di fascino, di storia e di poesia. Basta lasciarsi alle spalle Lecce, percorrere la superstrada per Brindisi, imboccare lo svincolo per Squinzano-Casalabate per trovarsi a Cerrate, un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato. Immersa nella campagna, protetta dagli alberi c’è un’antichissima abbazia risalente ai primi secoli del secondo millennio cristiano, con annesso portico di grande valore architettonico e che può contare su una serie di strutture che creano uno spazio scenico di notevole impatto visivo.

Un tempo monastero di rito bizantino con scriptorium e biblioteca, la struttura ha abbracciato un altro ruolo: quello di  centro di produzione agricola specializzato nella lavorazione delle olive. Tutto intorno racconta della doppia anima dell’Abbazia di luogo di culto e masseria storica.

La storia dell’Abbazia di Santa Maria

Anche nel caso dell’Abbazia di Cerrate la storia si perde e si mescola con la leggenda. Anche se certi ‘racconti’ tramandati da padre in figlio non trovano riscontro e vengono poi smentiti dai fatti, è bello raccontarli perché fanno parte di quelle pietre, dell’anima del luogo. Leggenda vuole che il Monastero sia stato fondato dal re normanno Tancredi d’Altavilla. Il conte di Lecce scelse quel posto non a caso. Inseguendo una cerbiatta che si era rifugiata in una grotta durante una battuta di caccia gli apparve la Madonna.

In realtà, la storia dell’Abbazia di Cerrate è più antica e risale a Boemondo d’Altavilla, figlio del valoroso Roberto il Guiscardo. A prescindere da chi l’abbia costruita, l‘Abbazia di Santa Maria di Cerrate è gioiello oggi quasi nascosto tra le campagne salentine, ma in passato situato in un punto ‘strategico’, a due passi dalla strada romana che da Brindisi portava a Lecce, fino a Otranto.

Cerrate è un luogo considerato magico, per via di alcune suggestioni che la riguardano, in particolare per ciò che concerne il porticato laterale alla navata della chiesa. Ebbene, secondo alcuni esperti, ci troveremmo in presenza di una zona di vuoto elettromagnetico, un buco nero dell’energia vitale della terra. Uno dei punti strategici della civiltà preistorica, dove in qualche modo veniva rilevata un’epifania soprannaturale. Stesso concetto che vale per la zona della Madonna del Casale a Brindisi, nei pressi dell’aeroporto, o al contrario per la vivace energia elettromagnetica che sprigiona il terreno dove sorge il dolmen Scusi a Minervino di Lecce.

Il passato dell’Abbazia di Cerrate – affidata in concessione al FAI dalla Provincia di Lecce, nel 2012 – non è stata facilo, a tratti poco roseo. Saccheggiata dai pirati turchi, abbandonata dall’uomo e recuperata solo di recente grazie a Palazzo dei Celestini. Oggi è un complesso che merita di essere inserito tra le cose da vedere.  La chiesa con il rosone e gli affreschi, il portico, il pozzo ornamentale del XVI secolo, il museo delle Tradizioni popolar, le costruzioni sono i motivi per cui vale la pena.



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