Storie di mare 5. Le grotte fatate del Mulino d’acqua

A nord di Otranto, in uno dei tratti più sorprendenti della costa orientale salentina, si trova un luogo magico. È il mulino d’acqua nei pressi della famosa grotta sfondata

È più una vora che una grotta, certamente scavata dagli agenti atmosferici che nei secoli hanno ‘lavorato’ la falesia salentina in modo, per così dire, esemplare. Un lavoro non troppo difficile, data la composizione geomorfologica della costa, fatta di rocce argillose e tufacee. Uno spettacolo incredibile quello della cosiddetta grotta sfondata, una cavità naturale col tetto completamente collassato e con un unico ingresso dal mare in località Mulino d’acqua, nel tratto costiero compreso tra Santo Stefano e la città di Otranto.

Un pezzo pregiato del litorale salentino che dopo Baia dei Turchi (leggi qui) intercetta la splendida insenatura ‘proibita’ dove sorge l’impianto dell’ex Club Med. Da qui al Mulino d’acqua il passo è breve. Sorgenti d’acqua dolce sgorgano dalla roccia coperta da una fitta vegetazione di natura quasi esotica. La parete, particolarmente friabile, rilascia in mare un composto argilloso che rende il fondo della grotta impossibile da scandagliare.

baia mulino d'acqua otranto

È questa una delle baie più gettonate dai bagnanti che arrivano principalmente in barca per ancorare nel tratto ridossato e protetto dai venti di maestrale e tramontana.

Tante le grotte da visitare, ma la più interessante resta la ‘rutta spundata‘, come viene chiamata in dialetto leccese.

Immagine di copertina di Luigi Martina



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