Porto Badisco, la scoperta di uno degli angoli più belli del Salento

Uno dei posti più belli dove fare il bagno è senza dubbio Porto Badisco, un luogo incantevole che si incontra percorrendo la litoranea che da Otranto conduce a Santa Cesarea Terme

Chissà se Enea, il mitico eroe di Virgilio, quando è approdato a Porto Badisco con il padre Anchise e il piccolo Ascanio è rimasto affascinato da questo angolo di paradiso, preso d’assalto dai turisti che sognano di fare un tuffo in uno mari più belli del Salento. In realtà, soprattutto dopo il ritrovamento del tempio dedicato alla Dea Minerva arroccato su una costa alta, ai cui piedi c’è un porticciolo, come si legge nel canto VI, molti storici sono convinti che il protagonista dell’Eneide sia giunto a Castro, ma questo tratto di costa, incastonato tra Otranto e Santa Cesarea Terme, tra Punta Scuru e Punta Palascìa, ha altre storie da raccontare e gioielli da svelare.

C’è «Porto Russo», un’insenatura dove il mare ha un colore impossibile da ‘catalogare’: non è blu, non è turchese e nemmeno azzurro, è soltanto meraviglioso. Ci sono le «Tajate», dove l’acqua è sempre fresca grazie ad alcune piccole sorgenti. C’è «lu sbroia», per chi è più temerario: si deve camminare un po’ sulle rocce, ma lo spettacolo è ineguagliabile. C’è la fraula. Chi conosce il posto, sa che non ha nulla da invidiare in tema di bellezza ad altre località salentine.

A Porto Badisco c’è tutto, c’è il buon cibo (tipici i ricci crudi gustati con un po’ di pane o con la pasta), ma anche la storia con la Grotta dei Cervi, la cappella sistina del neolitico. Anche nella Grotta Funeraria sono stati trovati resti di insediamenti umani. Conosciuta come Cunicolo (o Buco) del Diavolo, ha fatto dai riparo ai pescatori che si avventuravano in mare di notte. Perché Badisco, in passato, era un piccolo e antico borgo di pescatori, di quelli che avevano tanto da raccontare sulle storie di mare.

Oggi quelle poche case che si affacciano sulla costa sono abitate soltanto d’estate. Attenzione però a pensare che sia un posto sconosciuto. Come detto, non è facile nei mesi clou dell’estate trovare un posto libero. Oggi è una delle tappe più amate e ricercate, ma vale comunque la pena ritagliarsi un giorno per vedere questa località dai mille tesori. Troverete trovare paesaggi da cartolina, scorci ricchi di profumi, colori e sfumature.

Da non perdere anche la marmitta dei Giganti di Torre Sant’Emiliano, una pietra dalla forma perfetta, incastonata nella roccia. Un nome insolito per un fenomeno naturale che, come accade sempre ha incoraggiato racconti e leggende. Si dice che sia stata una Dea a lanciare l’uovo, frutto di un amore millenario, covato dalla furia inestinguibile degli elementi: l’acqua, il vento e la terra. Ma questa è un’altra storia…



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