‘Un teatro a cielo aperto’, Lecce torna su Le Monde con Piazza Sant’Oronzo.. e la Lega

La Piazza principale di Lecce conquista il più noto quotidiano francese. L’articolo ripercorre la sua storia, la sua architettura ma anche il suo essere centro politico e culturale della città.

Lecce non smette di stupire. E non smette di far parlare di sé nel mondo. Ogni anno sono decine e riviste, i siti internet e le newsletter che propongono il capoluogo del Salento come meta turistica tutta da scoprire. Nelle ultime ore Lecce è finita sulle colonne di “Le Monde”, il prestigioso e principale quotidiano di Francia che da qualche tempo ha iniziato un vero e proprio tour per l’Italia dove, raggiungendo le principali piazze dello Stivale, cerca di misurare anche il termometro politico nazionale.

Nelle rubrica “Piazze d’Italia” (Places d’Italie), i transalpini hanno dedicato un’interno articolo a Piazza Sant’Oronzo, “Cuore di Lecce”, come titolato nel pezzo.

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“A Lecce – si legge – l’ora di mezzogiorno non è annunciata dal suono delle campane, ma dalla voce vellutata di Tito Schipa (1888-1965), tenore di stelle nativo della città, diffuso ogni giorno a tutto volume dagli altoparlanti. A pochi passi dall’opera sotto il sole cocente del Mezzogiorno, basta capire che la capitale artistica del Salento, l’estremo sud Italia, vive a teatro a cielo aperto”.

Il quotidiano parigino quindi, descrive storia e architettura della Piazza principale della città. “In questa piazza il barocco, intimamente associato a questa elegante città di 90.000 abitanti, assume il suo significato letterale. Vi sono sparsi – tra gli altri tesori – una loggia attigua a una chiesa veneziana, un gigantesco orologio di bronzo, alcuni palazzi rinascimentali rosa, un ulivo, due edifici di puro stile fascista e un quarto di un anfiteatro romano a metà sepolto”.

Il Patrono e la sua momentanea assenza

Il Salotto di Lecce viene descritto come “una strana disposizione geometrica, una vasta millefeuille di epoche e stili. Sono passati quasi trecento anni da quando la statua del Santo Patrono fu posta sulla sua colonna, a 29 metri di altezza. Storia e leggenda si intrecciano nella biografia della persona interessata. Sebbene nato, il Santo, all’inizio dell’era cristiana, avrebbe compiuto un miracolo per salvare la regione da un’epidemia di peste nel Medioevo”, così come raccontato anche dall’Arcivescovo Michele Seccia.

Non sfugge, però, ai francesi, la momentanea assenza di Oronzo dalla sua storica collocazione, in cima alla Colonna romana. “Macchiato di ruggine e screpolato su tutti i lati, è stato sceso a gennaio per fare un’attenta diagnosi della sua decomposizione. Abbastanza per disturbare i Leccesi, che si precipitano al capezzale del moribondo, temporaneamente depositati in una stanza del Municipio”.

E allora via all’analisi non solo storico-artistica della Piazza, ma anche alle della politica, della società e del dibattito leccese (clicca QUI per l’articolo completo su lemonde.fr).

La Lega di Salvini a Lecce

Sì, perché dopo aver citato Al Bano, Domenico Modugno e persino I Ricchi e Poveri, ‘Le Monde’ analizza il fenomeno politico nazionale che ha toccato anche il Salento: l‘exploit della Lega di Matteo Salvini. Il quotidiano francese ripercorre velocemente le tappe della scalata della Lega (ex Nord) ai vertici della politica italiana, soffermandosi sulla vecchia lotta dei leghisti contro i ‘terroni’.

Spiegare cosa siano i terroni ai lettori della République non è certamente compito facile, ma l’autore dell’articolo, Thomas Saintourens, ci riesce bene. Ecco perché a precisa domanda il già Coordinatore Cittadino della Lega a Lecce Mario Spagnolo risponde che portare il partito al Sud, nel Salento, era qualcosa apparentemente difficile, ma alla fine il radicamento dei leghisti a Lecce è stato più veloce del previsto.

L’articolo prosegue analizzando la situazione venutasi a creare durante l’ultima visita di Matteo Salvini a Lecce: una Piazza Sant’Oronzo divisa nettamente in due, tra sostenitori del Ministro dell’Interno e contestatori della sinistra, con in testa il circolo antifascista dell’Arci.

Una spaccatura della Piazza che si è riproposta anche nelle cabine elettorali leccesi dove, lo scorso 26 maggio, da una parte la Lega ha trascinato il centrodestra nelle elezioni europee (toccando quota 26,85%, record in provincia), dall’altra v’è stata la netta vittoria alle amministrative del Sindaco di centrosinistra Carlo Salvemini, già dal primo turno.

Contrapposizioni e contraddizioni di una terra, quella leccese e salentina, che ora anche in Francia conoscono bene.