“Lecce è troppo bella per non essere vissuta”. Via le barriere architettoniche

èˆ un grido che invita a riflettere quello che lancia Antonella Celano, presidente dell”™Associazione Persone con Malattie Reumatiche: «L”™Amministrazione Comunale di Lecce sia piè¹ incisiva nell”™abbattimento delle barriere

‘Quanto dovremo aspettare per essere messi in condizioni di vivere la città totalmente e in tutto ciò che offre? Quando raggiungeremo quella civiltà che permetterà l'inclusione e non costringerà i cittadini a rinunce dovute alla mancata possibilità di accesso?’

Ovvero, ci si può candidare a Capitale della Cultura per il 2019 quando i cittadini diversamente abili non sono in grado di fruire delle bellezze architettoniche e dei contenitori culturali di cui Lecce dispone?

Sono tante le domande che mette sul tappeto Antonella Celano, presidente di Apmar onlus, domande che invitano i cittadini di Lecce e non solo ad interrogarsi sulla possibilità di rendere il capoluogo salentino a misura delle aspettative di chi vorrebbe viverlo senza impedimenti e senza barriere appunto.

Insomma, c’è chi dice no! C’è chi dice che bisogna cambiare, che bisogna rimboccarsi le maniche, che bisogna darsi da fare, perché tutto non può essere lasciato così, nell’immobilità e nell’immobilismo.
Antonella Celano allora prende carta e penna e scrive a tutti, al Sindaco, alla sua segreteria, al suo capo di gabinetto, all’Assessore al Turismo, al Comitato Lecce 2019 e persino all’Urp. A tutti insomma, nessuno escluso

‘Egregio Signor Sindaco, arrivano alla Associazione che mi pregio di presiedere, numerose segnalazioni circa le carenze in termini di accessibilità ai monumenti della nostra città. Pertanto, avendo constatato la veridicità di tali segnalazioni, sono con la presente a richiedere delucidazioni circa l'accessibilità dei monumenti della Città di Lecce, alle persone con disabilità. Nello specifico, una Città che ambisce ad essere Capitale Europea della Cultura, dovrebbe permettere a tutti i cittadini (residenti e turisti) di fruire dei Beni esistenti in città. Eppure così non è! “

Poi la denuncia non resta nella genericità della critica, entra nello specifico del vissuto personale e quotidiano e si passa ad esempi concreti:‘Potrei fare decine di esempi, … mi limito a citarne due nei quali mi sono ritrovata direttamente coinvolta: tempo addietro mi sono recata presso l'ex Conservatorio Sant'Anna e, nonostante io abbia provato ad accedere dalla parte posteriore, ho dovuto comunque rinunciare … un gradino impediva l'accesso con sedia a rotelle. Inutile parlare del disagio del personale addetto, e del mio! Oggi l'ennesimo episodio … che si reitera da anni, Anfiteatro Romano! Nell'Anfiteatro si tengono saggi di danza e spettacoli, e come fa la persona disabile ad accedere? "Portata" a mano da due volontari della protezione civile!!! Tale manovra, oltre ad essere umiliante per chi la subisce (tra gli sguardi incuriositi delle persone presenti), è anche molto pericolosa… e se il volontario impegnato in questa operazione dovesse avere un malore o dovesse inciampare??? Ma la soluzione è presto trovata: RINUNCIARE!, ciò che ho deciso di fare io e ciò che fanno tante altre persone nella mia situazione e che né vogliono subire umiliazioni, né vogliono rischiare.

Quindi la domanda, l’ultima domanda, quella che è sorta spontanea sin dalle prime righe della nota: ‘Mi chiedo: è veramente tanto difficile trovare una soluzione che permetta a TUTTI i cittadini pari opportunità? O forse manca la volontà di farlo? “

Scritta il 23 giugno, la lettera non ha ancora ricevuta risposta. Certamente Antonella Celano continuerà a far sentire la sua voce, ma se Lecce vuole essere per davvero una capitale europea deve cominciare da qui e deve cominciare da subito: i diritti dei diversamente abili valgono esattamente quanto quelli di quei cittadini in favore dei quali ci si è mossi con gesti concreti.