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Tassa sui rifiuti, salasso per i leccesi: una soluzione? Ovvio, la ‘differenziata’

by Redazione
31 Luglio 2017 14:44
in Attualità
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A farne le spese, alla fine dei conti, risultano i cittadini e soprattutto le aziende. Presi sempre a dover fronteggiare pagamenti con importi anche raddoppiati rispetto a quelli del 2011 (volendo citare l’anno principale di riferimento). Un caso che riguarda anche la Puglia ed il Salento. Giusto per citare un esempio, i contribuenti della nostra regione – stando all’analisi di Confartigianato – saranno chiamati a versare complessivamente ben 559.762.536 solo per la TARI. Si tratta, com’è ormai noto, della tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento a carico dell'utilizzatore.
 
Il presupposto è quindi la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il Comune di Lecce, attraverso la Delibera di Consiglio Comunale n.25 del 18.5.2015 – Regolamento TARI, ha modificato le norme che disciplinano l’applicazione della TARI (approvato nel settembre 2014), determinando anche quelle tariffe relative all’anno 2014 da applicare. Molti lo hanno definito un vero e proprio salasso per le famiglie del capoluogo salentino. Non a caso, il Consiglio Comunale ha disposto il versamento di un acconto da versare in quattro rate (con scadenza rispettivamente il 30 giugno, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2015) pure per venire incontro a chi si trova in notevole difficoltà economica. Non solo. Per dovere di cronaca, ricordiamo che nell'occasione venne varata la riduzione del 10% del medesimo onere tributario.
 
Da un lato, dunque, le entrate tributarie da rispettare, poiché una delle poche fonti di “finanziamento” a Palazzo Carafa (la capacità di riscossione stenta ancora a decollare). Se però da un lato queste benedette aliquote Tari risultano piuttosto salate, dall’altro bisogna sottolineare un aspetto fondamentale. Molto dipende anche dalla cultura ecologica dei leccesi. Perché, ormai è risaputo, da Maggio la città annovera un servizio di raccolta differenziata “porta a porta” grazie alla ditta aggiudicatrice dell’appalto, la Monteco Srl. Molto attiva la campagna di comunicazione e coinvolgimento. E qui viene il bello.
 
L’invito ad un nuovo modo di pensare ( e soprattutto agire) non è mai troppo antiquato. Del resto, i vertici dell’azienda credono molto nei loro concittadini: se si vuole che la tassa sui rifiuti diminuisca serve una mano anche da coloro i quali getteranno (speriamo) i rifiuti nei cassonetti giusti. Bisogna abbandonare il cliché della indifferenziata, voltando pagina. Se i costi di smaltimento debbono diminuire, serve collaborazione da parte di tutti. Giusto, anzi, sacrosanto protestare contro aumenti spropositati degli adempimenti fiscali. Eppure, è onesto che da parte della città barocca sopravvenga un cambiamento di mentalità. Serve abbandonare quella dannosa comodità di preparare un eventuale “bustone” della spazzatura senza distinguerne il contenuto. Un po’ più di accortezza determinerebbe tasche meno vuote e, forse, ambienti più puliti. Perché il senso è quello: migliorare la qualità della vita grazie ad un ecosistema salubre e pulito.

Tags: tari
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