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​Uccise il figlio di due anni, Giampiero Mele torna libero. Sono scaduti i termini di custodia cautelare

by Redazione
7 Aprile 2017 14:07
in Cronaca
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Giampiero Mele finito sotto i riflettori della cronaca nera per l’omicidio del figlio di appena due anni è tornato libero perché sono scaduti i termini di custodia cautelare: libero, anche dovrà restare nella comunità che lo aveva ospitato durante gli arresti domiciliari.
 
Il 32enne di Taurisano, difeso dall'avvocato Gabriella Mastrolia, è stato condannato a trent’anni di carcere, il massimo della pena per chi sceglie di essere giudicato con il rito abbreviato. Trent’anni, perché quel ragazzo modello dalla faccia pulita, quel maledetto giorno del 30 giugno di sette anni fa, era capace di intendere e di volere come hanno dimostrato la lettera lasciata sul tavolo della cucina in cui traspare l’odio e la rabbia verso la compagna, Angelica Bolognese e l'acquisto in una ferramenta poco distante dalla casa al mare della famiglia del ragazzo, dove si consumò l’efferato delitto, della corda e del taglierino utilizzati per uccidere il figlio. La sentenza è stata confermata anche in appello e ora si aspetta il verdetto definitivo della Corte di Cassazione, atteso per le prossime settimane, probabilmente per il 21 aprile.
 
Nessuno ha dimenticato quanto accaduto quel maledetto pomeriggio di giugno. Mele, dopo aver preso il figlio dalla casa dei nonni materni con la “scusa” di portarlo al mare si era fermato, all’ingresso di Torre San Giovanni, per acquistare tutto l’occorrente per mettere in scena quella tragedia annunciata tra le righe e pianificata nel dettaglio. Raggiunta la casa estiva dei suoi genitori, il ragazzo ha prima tentato di impiccare il figlio in bagno, poi temendo che i vicini potessero udire le grida, gli ha reciso la carotide con il taglierino. 
  
Fu lui stesso a chiamare la compagna Angelica Bolognese, comunicandole quanto aveva appena fatto e annunciando di volersi togliere la vita.

Tags: omicidi
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