Molestie sessuali online su diciotto donne? Le vittime si costituiscono parte civile

I fatti si sarebbero verificati tra luglio ed ottobre del 2021. Le indagini presero il via dalla denuncia di una studentessa 24enne leccese.

Continua l’udienza preliminare che vede imputato un sedicente ginecologo, accusato di molestie sessuali avvenute online su diciotto donne, di cui sedici sono salentine. Si sono costituite parte civile in una decina, tra le le vittime del sedicente ginecologo.

Nel frattempo, l’imputato, difeso dall’avvocato Claudia Strafella, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. L’udienza davanti al gup Valeria Fedele è stata aggiornata al 22 settembre.

Il 42enne originario nel napoletano, detenuto in carcere per reati della stessa specie, è accusato di tentata violenza sessuale e nei suoi confronti la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Non solo, risponde di usurpazione di funzione pubblica e trattamento illecito dei dati poiché avrebbe avuto accesso, in maniera illecita, ai server di cliniche, laboratori analisi e ospedali.

Le indagini, coordinate dal pm Luigi Mastroniani, presero il via dalla denuncia di una studentessa 24enne leccese. In seguito, altre donne trovarono il coraggio di denunciare. Alcune di esse sono salentine (tra i paesi di origine vi sono Surbo, Taviano, Casarano etc), mentre altre provengono da Campania e Piemonte.

Tra le vittime compaiono una donna, malata di cancro, che venne contattata dal 42enne per effettuare ulteriori accertamenti con lui.

I fatti si sarebbero verificati tra luglio ed ottobre del 2021. Il copione utilizzato dal 42enne sarebbe stato sempre lo stesso. L’uomo, dopo aver presumibilmente hackerato i server di strutture sanitarie e parasanitarie, sarebbe venuto in possesso di numerosi fascicoli, e di conseguenza della storia clinica di molte donne, contenenti le diagnosi, gli interventi programmati e gli esiti degli esami. A quel punto, le avrebbe contattate telefonicamente, invitandole a sottoporsi ad accertamenti intimi. E avrebbe costretto le ignare “pazienti”, che venivano riprese nude, tramite webcam, ad atti di autoerotismo, sottoponendole anche a quesiti a sfondo sessuale. Il 42enne si sarebbe presentato, come detto, sotto mentite spoglie. A volte come direttore sanitario; in altre circostanze come medico o addirittura primario di ospedali salentini.



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