Abusava di ragazzini dopo averli adescati con regali: il presunto pedofilo fa “scena muta” dinanzi al gip

Domani saranno ascoltati dal pm, i genitori di Mauro Romano, il bimbo scomparso nel 1977. Dopo l’arresto dell’uomo per pedopornografia, chiedono che si faccia luce sulla scomparsa del figlio.

Resta in silenzio dinanzi al giudice l’anziano arrestato nelle scorse ore per avere adescato dei ragazzini con piccoli regali, costringendoli a soddisfare le proprie perversioni all’interno di un casolare.

Nel primo pomeriggio di oggi, il 69enne di Taviano, assititito dall’avvocato Carlo Portaccio, si è presentato dinanzi al gip Giulia Proto, per l’interrogatorio di garanzia presso il carcere di Borgo San Nicola. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha rilasciato spontanee dichiarazioni.

Secondo quanto sostenuto dal gip, nell’ordinanza di arresto, il presunto pedofilo avrebbe attirato le vittime con abili espedienti, facendo leva sul loro sentimento di aggregazione.

Inoltre, il giudice rimarca l’elevata pericolosità sociale dell’indagato che sceglieva le vittime tra i ragazzi più piccoli. Si trattava di soggetti vulnerabili che non erano in grado di opporsi ai perversi istinti sessuali di un uomo di quasi 70 anni. Forniva uno “spazio” dove giocare a carte, mangiare pizze e panini, fumare sigarette. E in cambio chiedeva un prezzo assai alto, al quale le vittime non erano in grado di opporsi.

Difatti, come emerso nel corso delle indagini, il tavianese li avrebbe condotti presso un casolare e al suo interno avrebbe compiuto nei loro confronti atti sessuali. Non solo, perché, è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico.

L’altra inchiesta “parallela”

Nel pomeriggio di domani saranno ascoltati in Procura dal pm Stefania Mininni, i genitori di Mauro Romano, il bimbo di sei anni scomparso a Racale, il lontano 20 giugno 1977.

Difatti, Natale Romano e Bianca Colaianni, dopo l’arresto del 69enne di Taviano nell’ambito della suddetta inchiesta per pedopornografia, sperano che dagli accertamenti investigativi emergano elementi utili per far luce sulla scomparsa del proprio figlio. E attraverso il legale Antonio La Scala hanno chiesto la riapertura delle indagini.

Anche perché, occorre ricordare, lo stesso uomo venne arrestato circa 40 anni fa con l’accusa di tentata estorsione. Telefonava ai genitori di Mauro Romano, chiedendo loro denaro in cambio di notizie sul figlio di cui si erano perse le tracce.

Inoltre, nel mese di dicembre scorso, vi è stato un sopralluogo da parte degli investigatori, alla ricerca di ossa umane, in un pozzo nei pressi del casolare di Taviano, dove il 69enne adescava le vittime.



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