Accusato di stalking verso la ex: il giudice dispone il ‘non luogo a procedere’

Il Gup, a fronte della richiesta di rinvio a giudizio per ‘atti persecutori’ e della costituzione di parte civile della presunta vittima, ha stabilito che non ci sarà alcun processo nei confronti del 54enne di Salve, Pasquale Dell’Acqua. I fatti avvennero nel 2014.

Non ci sarà alcun processo per il 54enne di Salve indagato per episodi di stalkingai danni della ex compagna, avvenuti nel corso del 2014.

Il Gup Carlo Cazzella, a fronte della richiesta di rinvio a giudizio per "atti persecutori" formulata dalla dott.sa Stefania Mininni e della costituzione di parte civile della presunta vittima, ha pronunciato "sentenza di non luogo a procedere"nei confronti di Pasquale Dell'Acqua. Quest'ultimo, difeso dagli avvocati Luca Puce e Francesco Villanova, era stato denunciato dalla sua ex, presso il commissariato di Polizia di Taurisano. La donna aveva riferito di alcuni episodi di stalking, consistiti sia in appostamenti sotto casa che inseguimenti. La donna raccontava, ad esempio, di una volta in cui era in compagnia di un amico in macchina a Ugento e Dell'Acqua l'avrebbe inseguita con l'auto fino a casa sua; oppure, un'altra circostanza in cui, la signora si trovava con la sorella e lui, riconoscendole, avrebbe fatto inversione per poi posizionarsi ad un incrocio, nei pressi dell'abitazione della donna.

La 41enne di Ugento aveva specificato, inoltre, nella querela di avere avuto una relazione sentimentale di 6 anni con Dell'Acqua e che poi avrebbe deciso di "troncarla", a causa del suo carattere aggressivo e violento. Tanto che, lo stesso 54enne di Salve era stato processato e poi condannato nell'aprile 2012, a sette mesi di reclusione per altri episodi di violenza privata e molestie sempre nei suoi confronti ( in concorso con un'altra persona di Morciano di Leuca). Inoltre, il giudice dispose che l'uomo, a causa della riscontrata pericolosità sociale, venisse controllato periodicamente da operatori del CIM ( centro igiene mentale ). In questo caso, Dell'Acqua avrebbe minacciato la donna di diffondere immagini che la ritraevano nuda, se la 41enne non fosse tornata con lui; l'avrebbe molestata, facendo esplodere fuochi d'artificio nei pressi dell'abitazione della madre o recapitando un foglio al nipote minore della donna su cui era scritto "paga 30.000 euro per mediazione o aiuto concreto per contattare…..finalizzato ad un incontro".
Invece, i presunti pedinamenti ed appostamenti per i quali il giudice ha deciso di " non procedere" sarebbero avvenuti in un arco temporale successivo ad un altro "strano" episodio. La rapina subita da Dell'Acqua ad opera, tra gli altri, di un nipote della donna di Ugento, per la quale scattarono le misure cautelari per quattro persone. L'uomo, secondo quanto da lui stesso dichiarato ai carabinieri, sarebbe stato vittima di quell'aggressione, per vendicare le pene d'amore che avrebbe fatto "passare" alla zia di uno di loro.



In questo articolo: