Si conclude quattro assoluzioni, tra le quali spicca quella dell’ex sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, il processo con cinque imputati sui presunti abusi edilizi nello stabilimento balneare “Cala Marin” (ex Baron Beach), in località “Le due sorelle” a Torre dell’Orso, nel quale sono confluite due distinte inchieste. C’è stato un unico verdetto di condanna a 10 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione), per un solo imputato. Si tratta di Hermes Mazzotta, figlio di Giancarlo, ma solo per un episodio di falso ideologico.
La sentenza è stata emessa oggi dai giudici in composizione collegiale (presidente Bianca Todaro).
Va detto che in un’altra udienza, la Procura ha chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per Giancarlo Mazzotta ed a 3 anni per Hermes Mazzotta.
Giancarlo Mazzotta rispondeva con il figlio Hermes, di violazione dei sigilli, frode e abusi edilizi. Il solo Giancarlo Mazzotta anche di istigazione alla corruzione. I due sono stati assolti dalle accuse più gravi, con formula piena.
Assoluzione anche per Salvatore Petrachi ed Angela De Giovanni, due funzionari, all’epoca dei fatti, del Comune di Melendugno. E per Antonio Cioffi, progettista dei lavori. Rispondevano di abusi edilizi e deturpamento di bellezze naturali. Non solo, anche di abuso d’ufficio, ma il reato è ormai abrogato. Sono difesi dagli avvocati Riccardo Giannuzzi ed Alberto Durante.
Inoltre, i cinque imputati sono stati prosciolti da alcune ipotesi di abuso edilizio, poiché il reato risultava prescritto.
Ricordiamo che nel marzo del 2018, furono messi i sigilli al Cala Marin. Il sequestro fu eseguito dalla polizia provinciale poiché veniva contestata l’illegittimità del permesso di costruire e un’omessa attività di controllo. Ed i due avrebbero violato i sigilli nei mesi di luglio ed agosto.
In precedenza, il solo Giancarlo Mazzotta, il 25 giugno, in occasione di un sopralluogo, avrebbe invitato il comandante ed il tenente della Polizia Provinciale a visitare la zona dedicata al “benessere della persona” del “Barone di Mare”, dicendogli dopo la firma del verbale: «Nella mia struttura c’è sempre un posto in prima fila per le personalità di spicco come prefetti e procuratori e anche per voi posso riservare lo stesso trattamento».
Sempre in base all’accusa, padre e figlio avrebbero realizzato interventi edili su una pedana e alcuni complementi di arredo, senza l’autorizzazione. Infine, nel gennaio del 2020, avrebbero mantenuto i pali nella sabbia ed il reticolato della pedana, nonostante il provvedimento di rimozione al termine della stagione.
Le accuse sono cadute al termine del processo.
Giancarlo Mazzotta è assistito dagli avvocati Saverio Sticchi Damiani e Andrea Sambati.
Hermes Mazzotta è difeso dall’avvocato Paolo Spalluto e potrà fare ricorso in Appello.
Le dichiarazioni di Giancarlo Mazzotta
“Dopo otto anni, finalmente la verità: sono stato assolto da tutti i capi d’accusa nell’ambito del processo per lo stabilimento balneare “Cala Marin”. Le formule di assoluzione sono state “perché il fatto non sussiste” e “perché il fatto non costituisce reato”. E’ giusto citarle per dare ragione a tutti coloro che non hanno mai smesso di credere in me e nella mia famiglia e che hanno sempre avuto fiducia nel lavoro della magistratura. Ringrazio i legali Andrea Sambati, Saverio Sticchi Damiani, Paolo Spalluto e Alessandra De Pascalis per il lavoro encomiabile che hanno portato a termine. Continuiamo a guardare al futuro con ottimismo nella certezza che il tempo ristabilisce sempre la verità”.
