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Picchiata, pedinata e sedata anche dopo la separazione? Medico condannato ad oltre 4 anni

by Angelo Centonze
4 Febbraio 2026 13:14
in Cronaca
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Condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per un medico accusato di aver picchiato l’allora moglie (i due sono da tempo separati) in più occasioni e in presenza dei figli minori. Non solo, il 43enne, le avrebbe somministrato per via endovenosa un potente sedativo, provocandole delle amnesie. Il motivo? Farle perdere conoscenza e poter controllare il suo cellulare. Le violenze sarebbero proseguite anche dopo la separazione e la donna sarebbe stata più volte pedinata.

La sentenza è stata emessa lunedì dai giudici in composizione collegiale (presidente Annalisa De Benedictis). I giudici hanno disposto anche il risarcimento del danno e una provvisionale di 10mila euro, in favore della ex moglie, parte civile nel processo.

I fatti si sarebbero verificati in un paese della provincia di Lecce, dal 2013 fino a dicembre del 2020.

Secondo l’accusa, il medico, sia durante il periodo coniugale che dopo la separazione (avvenuta nell’ottobre del 2020) avrebbe umiliato quotidianamente la persona offesa, in presenza dei figli piccoli, Con frasi del tipo: “Non vali nulla”, “Non farai mai nulla nella vita”. In una circostanza, nel 2013, dopo una discussione, l’avrebbe strattonata e sbattuta contro la porta. E nel settembre di sei anni fa, sempre in base all’accusa, le somministrava un farmaco con effetti sedativi, per poterne approfittare della perdita di coscienza , per controllarle il cellulare. La donna una volta rientrata in casa dall’ospedale (rimediò lesioni giudicate guaribili in due giorni) sarebbe stata nuovamente offesa e l’uomo l’avrebbe minacciata di picchiarla. E ancora, dopo la separazione, l’avrebbe pedinata e controllata negli spostamenti, cercando di coinvolgere nei suoi piani, anche i figli e i colleghi di lavoro. E nel novembre del 2020, dopo averla nuovamente insultata in presenza dei figli, l’afferrava per i polsi, stringendoglieli con forza, fino a provocarle delle lesioni consistite in “stato d’ansia con trauma polso”, giudicate guaribili in 20 giorni.

La difesa potrò fare ricorso in Appello, contro la sentenza di condanna.

 

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