Si barrica in casa della ex che lo aveva lasciato e dà fuoco al suocero: Miccoli condannato a 11 anni

Al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato, il Gup ha condannato il 34enne di Nardò a undici anni e quattro mesi.

Avrebbe preso in ostaggio la famiglia della ex compagna e dato fuoco al suocero. Il gup Simona Panzera, al termine del rito abbreviato ha condannato Alvise Miccoli, 34enne di Nardò, alla pena di 11 anni e 4 mesi.

Il giudice ha, inoltre, disposto il risarcimento del danno da quantificarsi in separata sede. Inoltre, l’imputato sarà sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata per due anni.

Il pubblico ministero Emilio Arnesano aveva invocato la condanna a nove anni di reclusione. Il difensore di Miccoli, l’avvocato Luigi Corvaglia, invece, aveva chiesto la riqualificazione dei reati più gravi. Il Gup ha accolto l’istanza riqualificando il sequestro di persona a scopo di estorsione, in sequestro di persona.

Il processo precedente

Il processo che si stava celebrando con il rito “alternativo”, innanzi ai giudici della prima sezione collegiale, è in qualche modo “regredito” al suo stato originario. Nelle settimane scorse, il precedente difensore di Miccoli, l’avvocato Lorenzo Rizzello, aveva avanzato “nuovamente” richiesta di abbreviato.

Si era alle battute finali ed il pm aveva anche discusso. Il collegio, però, non ha emesso alcuna sentenza, ravvisando che bisognava ricominciare da capo, poiché il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione era di competenza della Corte di Assise. Il fascicolo è stato così trasmesso ai “nuovi giudici”, per un nuovo processo che, in realtà, non si è mai celebrato. Nel frattempo, infatti, il legale di Miccoli, ha chiesto che il fascicolo ritornasse sulla scrivania del Gip richiedendo, per questioni procedurali, che si procedesse al rito abbreviato, ma dinanzi al giudice dell’udienza preliminare.

Le accuse

Miccoli rispondeva dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione; tentato omicidio, rapina aggravata, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale. Le persone offese si sono costituite parte civile con l’avvocato Simone Fontana.

Sarebbe stata una storia d’amore finita male a scatenare la follia di Miccoli che il 20 luglio di due anni fa, ha seminato il panico all’interno dell’abitazione della ex fidanzata, nelle campagne che da Nardò conducono ad Avetrana.

In casa c’era tutta la famiglia: la ventenne che, da quando aveva deciso di troncare la relazione, era stata più volte minacciata dall’ex, la sorella più piccola, l’anziana nonna non vedente e il padre che, forse intuendo quello che stava per accadere, ha afferrato un’arma, per tentare di “difendere” i propri cari dalla furia incontrollabile dell’uomo. Dopo aver disarmato l’ex suocero, Miccoli lo ha cosparso con la benzina e gli ha dato fuoco.



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