Traffico di cocaina e marijuana nel Basso Salento. Due arrestati ottengono i domiciliari dopo il Riesame

Invece per altri due arrestati e ha confermato il carcere. Ricordiamo che il 15 novembre scorso sono state arrestate 11 persone, al termine del blitz eseguito dai Carabinieri.

auto-carabinieri

Due arrestati al termine del blitz antidroga nel Basso Salento del 15 novembre scorso, ottengono i domiciliari.

In mattinata dinanzi al Tribunale del Riesame (presidente Pia Verderosa, relatrice Anna Paola Capano, a latere Antonio Gatto) si sono discusse quattro posizioni. Cosimo Luigi Catino, 30enne di Ugento, difeso dall’avvocato Biagio Palamà; Luigi Petrachi, 46 anni di Ugento, assistito dagli avvocati Francesco Fasano e Laura Petrachi, hanno lasciato il carcere e ottenuto gli arresti domiciliari, dopo il parziale accoglimento del ricorso presentato dai difensori.

Invece, rimangono in carcere: Daniele Deiana, 30enne di Ugento e Matteo Congedi, 37enne di Ugento, difesi dall’avvocato Francesco Fasano.

Catino, Petrachi e Congedi rispondono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Deiana è accusato di singoli episodi di spaccio.

Invece, nella scorsa udienza, il Tribunale del Riesame ha accolto parzialmente il ricorso dell’avvocato Mario Coppola, legale di Cristian Angelo Pierri, 22enne di Ugento che ha ottenuto i domiciliari. Invece, il Riesame ha confermato la misura del carcere per Radames Trianni, 30enne di Torre San Giovanni (marina di Ugento) e quella dei domiciliari per Annalisa Molle, 29 anni di Ugento e Miriam Trianni, 21enne, di Torre San Giovanni (marina di Ugento). Sono assistiti dall’avvocato Paolo Cantelmo.

L’operazione

Il 15 novembre scorso sono state arrestate 11 persone, al termine del blitz eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Casarano e della Stazione di Ugento, coordinati dal pm Carmen Ruggiero della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, che hanno eseguito l’ordinanza di misura cautelare a firma del gip Simona Panzera. Una operazione che ha permesso di sgominare un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, operante nell’area ugentina e in quelle limitrofe.

Successivamente si sono svolti gli interrogatori di garanzia e la maggior parte degli arrestati si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

L’operazione

L’operazione trae origine da alcuni episodi di violenza che risalgono alla fine del 2018, quando alcuni assuntori, in diverse occasioni – non essendo più in grado di far fronte ai propri debiti di droga (in diversi casi superiori a 3.000 euro) – sono stati oggetto di violenti pestaggi, di minacce aggravate dall’uso di armi da fuoco a opera di alcuni associati.

I successivi sviluppi, basati su tradizionali metodi investigativi e affiancati da intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno accertato numerosi episodi di cessione della droga, grazie alle dichiarazioni rese da alcuni consumatori ed hanno consentito di decodificare il linguaggio criptico (metri, minuti, nafta, caffè) utilizzato per comunicare tra loro e con gli acquirenti.

Sono emersi rapporti di frequentazione stabili, regolarità nell’attività di spaccio, elezione dei luoghi dedicati allo scambio, esistenza di basi logistiche (un maneggio dei cavalli dove venivano impartite le direttive ai gregari, alcune abitazioni devolute alla coltivazione e al confezionamento della droga, esercizi pubblici per l’attività di smercio), creazione di una cassa comune (utile per rifornire di carburante i mezzi di movimento), disponibilità di uomini, mezzi e armi.



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