Assenze ingiustificate dall’ospedale: medico finisce sotto processo

I fatti contestati si sarebbero verificati tra ottobre e novembre del 2017. Nelle scorse settimane, il “camice bianco” è stato attinto da un’ordinanza di interdizione di sei mesi dalla professione

Finisce sotto processo il presunto medico assenteista, sospeso per sei mesi dalla professione.

Il gup Cinzia Vergine ha emesso decreto di giudizio immediato nei confronti di Fulvio Pierenzo Indirli, 65 anni di Novoli. Il giudice ha così accolto l’istanza avanzata dal pm Maria Vallefuoco, titolare del fascicolo. Il “camice bianco” dovrà presentarsi il 19 novembre prossimo dinanzi al giudice monocratico Alessandra Sermarini per l’inizio del processo.

Nei prossimi venti giorni, però, l’avvocato Gabriele Valentini legale dell’imputato, presenterà una serie di documenti per dimostrare l’estraneità del proprio assistito ai fatti contestati. A quel punto, la difesa potrebbe avanzare richiesta di rito abbreviato.

L’ordinanza

Nel luglio scorso, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Campi Salentina, infatti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di interdizione di sei mesi dalla professione medica, nei confronti di Fulvio Pierenzo Indirli, Direttore medico dell’unità operativa di Radiodiagnostica presso il nosocomio campiota. Risponde del reato di “false attestazioni o certificazioni” in base all’articolo 55 quinques d.lgs n 165 del 2001. Infatti, come sostiene il gip, “i dati acquisiti nel corso delle indagini non sono sufficenti ad integrare il reato di truffa aggravata”.

I fatti contestati

I fatti contestati si sarebbero verificati tra ottobre e novembre del 2017. Il provvedimento scaturisce da un’attività di indagine, coordinata dal pm Maria Vallefuoco che ha documentato come il professionista si allontanasse per lunghi periodi dal luogo in cui svolgeva il suo mestiere, assentandosi per compiere impegni privati e, in particolare, si recava nel corso delle assenze ingiustificate, presso una struttura alberghiera nella Zona Cesarina, tornando presso la propria abitazione.

I numerosi servizi di osservazione hanno certificato, tramite foto e video-riprese, che l’uomo era solito giungere presso l’ospedale di prima mattina, per poi lasciare il luogo di lavoro poche ore dopo, senza certificare l’assenza “strisciando” l’apposito badge.

Il Direttore, poi, rientrava sul luogo di lavoro in orario serale, per poi uscire immediatamente dopo, questa volta dopo aver utilizzato la tessera magnetica, certificando, in questo modo, di aver svolto le proprie mansioni per l’intero arco pomeridiano.

L’interrogatorio

Le verifiche sono state corroborate dall’interrogatorio dello scorso 9 luglio, quando il medico è stato ascoltato dal gip Cinzia Vergine. Assistito dall’avvocato Gabriele Valentini, il medico ha sostenuto di avere sempre adempiuto alle necessità dell’utenza e nonostante le numerose patologie che da tempo lo affliggevano. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso presso il Tribunale del Riesame, rigettato dai giudici.



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