Caso Renda: si va avanti!

La Corte d’Assise ha proceduto a verificare le condizioni per la continuazione del processo in Italia, esaminando le notifiche di rinvio a giudizio degli imputati messicani accusati di aver cagionato la morte del 34enne bancario leccese. Nuova udienza il 9 aprile 2015.

Un caso giudiziario che anticipa, per alcuni aspetti, la vicenda del geometra romano Stefano Cucchi, deceduto durante la custodia cautelare nell’ottobre 2009. Parliamo della storia di Simone Renda, il 34enne bancario leccese, morto in circostanze misteriose alle ore 8:00 del 3 marzo 2007 in un carcere del Messico, dove si trovava in vacanza.

Questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Lecce presieduta dal Presidente Roberto Tanisi si è proceduto, alla presenza del Pubblico Ministero Carmen Ruggiero, degli avvocati Pasquale Corleto e Fabio Valenti, difensori della Parte Civile, Cecilia Greco, la madre di Simone, alla discussione sull’eventuale continuazione del processo in Italia.

Il P.M. ha fornito alla Corte, un documento che fa riferimento ad una nota dell’ambasciatore italiano in Messico, Roberto Spinelli da cui presumibilmente risulta (il documento è redatto in lingua spagnola e verrà a breve tradotto integralmente) che il Decreto 415 bis (l’avviso all’indagato della conclusione delle indagini preliminari) è stato notificato a 5 imputati liberi contumaci, secondo quanto richiesto dalla nuova legge 67/14 per i contumaci e gli irreperibili. Riguardo quest’ultimi (gli imputati irreperibili sono 3) si dovrà ora procedere ad un ulteriore tentativo di notifica. Il Presidente ha dunque fissato una nuova udienza per il 9 aprile 2015.

Il processo, vede imputati del reato di omicidio doloso e della violazione dell’articolo 1 della Convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli disumani e degradanti, Francisco Javier Frias e Josè Alfredo Gomez agenti della polizia turistica del municipio di Playa del Carmen, Arceno Parra Cano e Pedro May Balam, vicedirettori del Carcere Municipale e a capo del servizio di permanenza, il giudice qualificatore di turno Hermilla Valero Gonzalez; Luis Alberto Landeros ed Najera Sanchez Enrique, guardie carcerarie di turno; Gomez Cruz responsabile dell’ufficio ricezione del carcere, “per avere, in concorso tra loro cagionato la morte di Simone Renda, sottoponendolo a trattamenti crudeli, inumani e degradanti al fine di punirlo per una presunta infrazione amministrativa, durante la sua detenzione nel carcere municipale di Playa del Carmen”.  

Si attende ora la continuazione del processo, poiché si tratterebbe del primo caso nella procedura penale in cui, grazie alla Convenzione di New York dell’84, il processo sui responsabili di un omicidio avvenuta al di fuori del Paese d’origine della vittima, sia celebrato nel Paese di provenienza di quest’ultima.

(di Angelo Centonze)



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