‘Che ci importa della Puglia?’. Dalla rabbia per Temptation Island alla gioia per i ‘terroni morti’, è la brutta faccia dei social

Le due facce dei social network si sono mostrate nelle ore successive alla tragedia che ha colpito la Puglia. C’è chi si è attivato per reperire donatori di sangue e chi si è lamentato perché la Mediaset per rispetto ha deciso di non mandare in onda Temptation Island

Martedì 12 luglio sarà ricordato perché come ha scritto Giuliano Sangiorgi sul suo profilo facebook «il cuore si è fermato dove l’oro perlato degli ulivi si è tinto di rosso». In aperta campagna, tra i simboli di questa terra, è andato in scena uno degli incidenti ferroviari più terribili nella storia di questo Paese che improvvisamente si è accorto di ‘correre a due velocità’. Su un binario unico “maledetto”, in un abbraccio mortale tra due treni hanno perso la vita 23 persone. Erano mamme, future spose, studenti, nonni e pensionati colpevoli soltanto di essere saliti a bordo dei vagoni che si sono accartocciati nell’impatto.
  
Ma c’è chi ricorderà martedì 12 luglio perché Temptation Island non è andato in onda. Che importa se la Puglia per tutta la notte ha ascoltato le urla di dolore dei familiari che cercavano i propri cari tra le macerie o negli ospedali? In tanti aspettavano con ansia di conoscere l’epilogo del confronto di una delle coppie più amate e cancellare il dating show di Canale 5 in una giornata “triste” non è andato giù a chi voleva sapere se Mariarita avrebbe lasciato il suo fidanzato Luca dopo il falò.
  
L’hashtag del programma è stato per ore in tendenza su Twitter spinto prima dagli spettatori delusi che non hanno preso con molta diplomazia la scelta di Mediaset, poi dagli altri utenti social indignati perché c’era gente che pensava a Temptation Island piuttosto che alla tragedia. «Non mi pare abbiano sospeso la partita dell'Italia quando quelli dell'Isis hanno ucciso i 10 italiani» scrive una utente 'rammaricato' per la disugualianza di trattamento riservata ai morti. «Un minimo di rispetto per le persone, ma ce l'avete la dignità?» replica l’altro. 
  
È la brutta faccia dei social newtork che mostra uno dei tanti volti degli italiani. Quella bella, fortunatamente, si è vista nei centri trasfusionali, dove le persone si sono recate in massa per donare il sangue dopo aver letto su facebook che servivano donatori di gruppo 0.
  
Pazienza, serva anche questo per riflettere. Certo, diventa più difficile giustificare i post di quei leoni da tastiera che gioiscono di fronte ad una tragedia «20 terroni deceduti e oltre 35 feriti, questa la grande notizia di stamattina», scrive qualcuno. «Tranquilli – dice un altro – l’incidente è avvenuto a Bari quindi non in Italia». «E niente – si legge ancora – dormo due ore e poi scopro che in Puglia è avvenuto un incidente. Dovrei dormire più spesso». E infine: «La cosa che più mi stupisce dell’incidente dei treni in Puglia è il fatto che ci siano i treni in Puglia».
  
Nel giro di poche ore sui social era stato scritto di tutto. Forse non hanno capito che ad uscire in ginocchio e con il cuore a pezzi è l’Italia intera. Forse qualcuno avrebbe dovuto scrivere “State tutti zitti ora!” come l’esortazione dei soccorritori che hanno lavorato per ore a quaranta gradi poter sentire i lamenti dei passeggeri rimasti incastrati tra le lamiere. 



In questo articolo: